Gravina, via Giudice Montea chiusa dall’anno 2011

Da molti anni via Giudice di Montea è sbarrata alla pubblica fruizione. Strada che si trova nei pressi dei rioni Piaggio e Fondovico, i più antichi agglomerati umani della città un tempo (1330-1800) gestita dalla dinastia degli Orsini.
Domenico Nardone, storico gravinese, racconta che i due insediamenti “preesistessero alla distruzione di Silvium (l’antica Gravina, ndr), e che da essa dipendessero al tempo dei Romani forse anche prima. Sfuggiti all’invasione e distruzione dei vandali, per la loro ubicazione e forse anche per la loro trascurabilità, divennero centri di attrazione per i profughi di Silvium che, protetti dalle milizie bizantine venute da Costantinopoli a fronteggiare i Vandali, quivi rimasero e si moltiplicarono durante il lungo periodo di guerre e invasioni che procrastinò dal 456 al 553”.
Dal 2011, quando si verificò il crollo di un’abitazione privata, via Giudice Montea risulta non percorribile.
Il Comune – dal 2012 gestito da un sindaco del Pd – nel 2014 spende 702.042,57 euro per la “riqualificazione, fruizione del margine urbano e potenziamento sottoservizi” del Bastione medievale, via Giudice Montea, Cavati. Lavori aggiudicati all’impresa locale Apulia S.r.l. e ultimati nel 2016.
Arteria stradale a tutt’oggi, febbraio 2020, impraticabile. Per quale ragione? Motivi di sicurezza, stante il fabbricato sbriciolato e non ancora ricostituito.
Il 23 novembre 2017 l’Amministrazione municipale concede l’autorizzazione alla “fedele ricostruzione di porzioni di immobile e consolidamento statico residenziale” in capo al proprietario dell’immobile diroccato. Opere da concludere entro tre anni.
Qui le foto di Via Giudice Montea scattate il giorno 11 febbraio scorso.

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