Gli effetti del clima pazzo sull’agricoltura pugliese

Dopo le bufere di vento e le temperature crollate anche di 10° gradi repentinamente, torna la primavera, febbraio 2020, in Puglia con albicocchi e mandorli in fiore: è quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia che segnala gli effetti del clima pazzo, per cui si alternano a distanza di poche ore fenomeni estremi e controversi.
“Dopo le forti raffiche di vento e la colonnina di mercurio in caduta libera, si sta tornando a temperature che raggiungeranno nuovamente i 20 gradi centigradi. I continui shock termici stanno mandano in tilt qualche albero da frutto che sta fiorendo in anticipo anche di 2 mesi” comunica Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
Scenari primaverili, con alberi di pero in fiore a dicembre, mandorli fioriti a gennaio e albicocchi a febbraio, a causa del clima pazzo e della tropicalizzazione che fa registrare temperature bollenti, superiori di 1,39 gradi la media stagionale. L’agricoltura pugliese per effetto dei cambiamenti climatici ha perso più di 3 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola, strutture e infrastrutture rurali.
“Disastrosi gli effetti sui campi del clima pazzo che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a siccità perdurante e caldo anomalo” conclude Coldiretti Puglia.

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