Come internet sta uccidendo la democrazia

L’ultimo libro pubblicato da Mauro Barberis è “Populismo digitale. Come internet sta uccidendo la democrazia”, editore Chiarelettere.
Anomalia passeggera o irrimediabile mutazione genetica? Con la passione di chi ha a cuore la cosa pubblica e le competenze del giurista Barberis mostra il cortocircuito populista che sovverte le regole minime della democrazia.
Il populismo è sempre stato la pecora nera del gregge democratico. Stavolta, però, non siamo di fronte alla solita crisi politica o economica. La democrazia pare aver mutato il proprio dna e la fonte di questa mutazione è la rivoluzione digitale.
La politica ormai si fa sugli smartphone, a colpi di post allarmistici, tweet mattutini e selfie con gli elettori. Il popolo, così, ha l’illusione di poter influire direttamente sulla cosa pubblica. Ma questa pretesa disintermediazione è solo una nuova mediazione, ancor meno trasparente della precedente. Rinchiusi nelle rispettive bolle mediatiche, governi populisti e loro follower si dedicano a tempo pieno all’intrattenimento.
I Governi sfornano Leggi-manifesto per vincere le elezioni. I follower abboccano sempre più distrattamente, selezionati da algoritmi su misura.
Questo libro avanza una diagnosi del populismo, ma soprattutto indica rimedi specifici, costituzionali, politici e mediatici. Invece di sconnettersi dalla rete, come molti sono ormai tentati di fare, bisogna agire come Ulisse con le sirene: restare strettamente legati all’albero della razionalità.
Mauro Barberis (Genova, 1956) insegna diritto all’Università di Trieste. Fra i tanti lavori scientifici, ha pubblicato anche libri su libertà, pluralismo ed Europa. Collabora con “Il Secolo XIX” ed è blogger per “il Fatto Quotidiano” e “MicroMega”.

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