Matera, aspettando fine lavori del percorso turistico della Cattedrale

Un milione e novecentomila euro. Per fare? “Ultimazione del percorso turistico della Cattedrale di Matera con il restauro e la fruizione del campanile”.
Denaro che proviene dalla Regione Basilicata. Trattasi del programma per le infrastrutture e interventi connessi a Matera 2019. Soggetto attuatore è l’Arcidiocesi di Matera-Irsina nella persona dell’Arcivescovo Giuseppe Antonio Caiazzo.
Un gruppo di camerieri stagionali, con laurea e diploma e master e crediti formativi, che opera nella locale Grotta dei Pipistrelli Luxury azzardano domandare: “In base a quale motivo un finanziamento pubblico regionale viene gestito e appaltato da un ente privato qual è la Diocesi ecclesiastica?”. Quesito, diciamo così, interessante.
Il progetto contempla interventi strutturali di consolidamento da eseguirsi sul campanile della Cattedrale Santa Maria della Bruna, finalizzati a rendere accessibile ai visitatori la quasi totalità del fusto e anche camminamenti esterni della torre campanaria.
Si realizzeranno migliori condizioni di sicurezza e nuovi sistemi di collegamento quali le scale e corpo ascensore.
La fossa di quest’ultimo è costituita “da una platea e da pareti perimetrali contenitive in calcestruzzo armato. Dalla platea svetta la struttura metallica che sarà vincolata alla stessa per mezzo di piastre metalliche dotate di tirafondi… Un ascensore panoramico in struttura metallica e vetro trasparente per far cogliere ai visitatori le membrature e i decori interni alla torre, e ammirare dall’alto la città sfruttando la felice posizione tra le varie aree storiche”.
L’importo della gara per i lavori è di euro 1.353.830,00 oltre Iva. Vi hanno partecipato 67 imprese. Dall’esame delle offerte pervenute è scaturita questa graduatoria:D’Alessandro Restauri S.r.l. di Matera ribasso del 30,500, Ati Edilco S.r.l. di Matera (mandataria) ed Ing. Antonio Presta E C. S.r.l. ribasso del 30,425.
In seguito D’Alessandro Restauri S.r.l. comunica la propria rinuncia. Pertanto si ha la seguente classifica finale: Ati Edilco S.r.l. ribasso 30,425 e Galante Restauri e Conservazione S.r.l. Artigiana ribasso 30,270.
Aggiudicatario risulta l’Ati Edilco S.r.l. e Ing. Antonio Presta E C. S.r.l. al prezzo di 1.111.097,22 euro. La consegna dei lavori in data 25 luglio 2018.
Responsabile unico del procedimento, nominato dall’Arcivescovo, è l’ing. Laura Montenurro con il supporto del geometra Gaetano Triani di Potenza e Antea S.r.l. di Matera.
La progettazione e direzione lavori a cura dell’arch. Renato D’Onofrio mentre i consulenti scientifici sono il prof. ing. Paolo Rocchi, prof. arch. Antonella Guida, prof. ing. Antonello Pagliuca, prof. ing. Andrea Giannantoni.
La consegna dei lavori in data 25 luglio 2018, la fine stabilita per il giorno 24 luglio 2019. Ad oggi, gennaio 2020, non è dato sapere se le attività sono state ultimate. Si nota la presenza di impalcature a ridosso del campanile che volge sui Rioni Sassi.
Dunque i Rioni Sassi – patrimonio Unesco dal 1993, “Straordinario complesso di architettura rupestre unico al mondo” scrive Antonio Cederna il 18 febbraio 1988 – con l’impianto di sollevamento sopraddetto possono contare su tre ascensori.
Gli altri due si rinvengono in Vico Commercio-Sasso Barisano (ultimato nel 2013, costato 265 mila euro, mai inaugurato e preda facile del degrado) e in Via Casalnuovo-Sasso Caveoso (importo 408.084,32 euro, lavori assegnati a Cataldi Restauri e Costruzioni S.r.l., iniziati il 24 maggio 2017 e da concludersi in 540 giorni).
Il Campanile, alto 52 metri, edificato contemporaneamente alla Chiesa (1230-1270) ma con un’aggiunta in epoca successiva, domina i Rioni Sassi e ampia parte della città sette-ottocentesca. A base quadrata si sviluppa su quattro ripiani di cui tre con bifore e uno con monofore, tutti scanditi da cornici marcapiano. La cuspide a piramide quadrangolare, con cui termina, è posta nel XVIII secolo. Dal punto di vista decorativo è sobrio in ordine al primigenio stile Romanico pugliese. I capitelli delle bifore sono essenzialmente figurati a motivi fitomorfici tra loro simili ma non uguali come rivelano i rilievi geometrici e matrici, il materiale prevalente dei decori è il mazzaro di Gravina in Puglia.
All’interno del Campanile sono collocate sette campane fuse a Napoli. Solo la campana grande venne fusa a Matera: quella benedetta dal Vescovo Anselmo Pecci nel 1924 epiù volte rotta a causa di fenomeni atmosferici.
Storia particolare ebbe la fusione della campana chiamata “squilluzzo”, avendo la Nobiltà locale contribuito all’accorpamento con pezzi d’oro e di argento. Era la campana che suonava solo in occasione dei funerali di persone del ceto Nobile materano, seguite dal Capitolo cattedrale.

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