Regione Puglia, ammessi e non al Progetto della partecipazione

La Legge regionale n. 28/2017 verte sulla Partecipazione dell’abitante pugliese ai cosiddetti “processi partecipativi” ideati dalla maggioranza partitica che dal 2015 gestisce la Regione Puglia.
Al bando per la selezione di iniziative di “partecipazione” sono state inviate 184 domande.
Quest’ultime messe in atto da Associazioni, Comuni, Consorzi, Cooperative, Fondazioni, Aziende sanitarie locali, Pro-Loco, Circoli, Università degli Studi. Il contributo economico da concedere oscilla da un massimo di 20 mila euro a un minimo di euro 8.540,00 euro.
La Commissione giudicatrice, dopo la valutazione dei requisiti e merito della proposta, ha stilato la graduatoria provvisoria.
Che cosa intende realizzare la Legge pugliese sulla condivisione? Tra l’altro, si vuole garantire la partecipazione alla programmazione strategica della Regione Puglia quale strumento fondamentale di indirizzo e orientamento delle politiche regionali; promuovere una cultura della responsabilità sociale condivisa in ogni ambito; creare maggiore inclusione e coesione sociale, superando i divari territoriali, digitali, economici; incrementare l’impegno democratico e il tasso di democraticità delle decisioni regionali; e, dulcis in fundo, “valorizzare le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumenti al servizio della partecipazione democratica dei cittadini”.
Molto bene.
Accade che dal 23 settembre scorso è ferma la pubblicazione – sul sito internet della Regione Puglia, sezione amministrazione trasparente – delle deliberazioni della Giunta regionale. Pertanto non è più possibile consultare gli atti, e ciò in netta contrarietà con quanto recita l’articolo n.14 dello Statuto della medesima Regione. Ovvero: “La Regione garantisce e riconosce il diretto dei cittadini all’informazione sull’attività istituzionale”.
Ecco: se al cittadino d’Apulia non si forniscono gli elementi informativi sulle scelte amministrative e politiche dei vertici politici regionali quale tipo di “partecipazione democratica” può esercitare?
Qui la classifica degli ammessi e non al Programma partecipazione, anno 2018.

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