Acquedotto Pugliese, 640 milioni di euro e strane comunicazioni

“L’unica cosa che Di Cagno Abbrescia non fa è rispondere al domandone tecnico: è vero che la progettazione per i 640 milioni di euro di lavori è in fase di aggiudicazione e che quindi non può essere oggetto della nuova società con i privati? E se è così, perché AQP ha fatto comunicazioni pubbliche menzognere? Sul resto non è mia intenzione fare ping pong con politicanti chiacchieroni, che in nome di un incarico ad AQP si sono trasformati da fieri avversari di Emiliano in suoi fieri sostenitori. Si dimetta, che è meglio”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati replicando al comunicato stampa del presidente del Consiglio di amministrazione di Acquedotto Pugliese S.p.A., Simone Di Cagno Abbrescia.
“È chiaro che Di Cagno Abbrescia – prosegue Amati – è in grande imbarazzo e non sa che pesci pigliare. A questo si aggiunga che probabilmente anche il socio unico Regione Puglia lo sta scaricando, considerato che il presidente Michele Emiliano non ha detto una sola parola sulla vicenda.
Di Cagno Abbrescia si arrampica dietro frasi di stile e circostanza, autoincensandosi su ponderazione, consapevolezza e impegno, e non si accorge che nel suo dire mancano proprio gli argomenti tecnici e di merito che attestino tutta quella quantità di virtù.
E infine, con la tecnica di chi, non sapendo cosa rispondere nel merito preferisce attaccare la persona che domanda, Di Cagno Abbrescia insinua – da politicante impenitente – che io stia parlando ‘per ben altre finalità’, non considerando che in questo momento gli unici dubbi che abbiamo non sono sul fatto che il 12 gennaio ci saranno le Primarie e che lui voterà il suo ex ‘nemico’ Emiliano, ma – conclude Amati – sulle ‘ben altre finalità’ che l’operazione di Newco nasconde e su cui da diversi giorni non si riesce a sapere nulla di chiaro”.

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