Diga Pappadai, entro giugno 2020 dovrebbe essere collaudata

“Entro la seconda parte del 2020 l’invaso tarantino del Pappadai, in località Monteparano, potrà essere definitivamente collaudato e garantire una disponibilità integrativa di circa 20 milioni di metri cubi d’acqua, a uso promiscuo irriguo e potabile, destinati ai territori della provincia di Taranto e del Salento Ionico”. Parole di Giuseppe Turco, consigliere regionale della Puglia nel Gruppo “La Puglia con Emiliano”.
“Un’ottima notizia dopo anni di attesa e di stallo – prosegue Turco – e durante i quali, prima come consigliere provinciale e poi come consigliere regionale, ho sempre monitorato la situazione per dare risposte ai ritardi, giustamente denunciate dai territori. La fase sperimentale di riempimento dell’invaso si era bloccata infatti nel 2013 a seguito di un evento meteorico che aveva causato il collasso del tratto di adduzione del Sinni verso l’invaso del Pappadai.
Ora invece, dopo circa sei anni, sono state sbloccate le procedure di affidamento dei lavori di ripristino dell’adduttore affidati in concessione all’EIPLI. Senza dimenticare che su questa vicenda c’erano stati solleciti e azioni legali anche da parte del commissario unico dei consorzi di bonifica per i gravi ritardi accumulati. Adesso, finalmente si volta pagina, dando una risposta ai territori. Alla conclusione dei lavori sulla condotta adduttrice verso l’invaso del Pappadai, si potrà infatti completare la fase degli invasi sperimentali necessari per verificare la tenuta strutturale delle opere e il corretto funzionamento degli organi di regolazione e controllo.
Successivamente si darà seguito all’attuazione degli interventi finalizzati a consentire l’uso promiscuo della risorsa idrica e garantire così il fabbisogno irriguo e potabile secondo gli accordi con il Ministero delle infrastrutture e delle opere pubbliche. Con questa importantissima opera significa poter dissetare popolazioni e campagne delle province di Brindisi Taranto e Lecce”.
Quando sono iniziati i lavori di costruzione dell’invaso tarantino? Nell’anno 1985.
Ah, ecco.

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