Matera, c’è opposizione alla vendita del Teatro Duni

Il 28 novembre 2019 nel Tribunale di Matera è prevista la vendita all’asta del Teatro Egidio Romualdo Duni.
La società Navona S.r.l., conduttore dei locali del Teatro materano ha inoltrato opposizione alla vendita.
Ecco la nota integrale dei responsabili di Navona S.r.l. inviata oltre che al Giudice, alle seguenti autorità: Ministro per il Beni Culturali Dario Franceschini, presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, assessori e consiglieri comunali di Matera.
“Con riferimento agli articoli diffusi da alcuni organi di stampa nei quali si dà notizia che il Comune di Matera avrebbe manifestato la volontà di offrire 2,5 milioni di euro, recentemente aumentati sino a 2,7 milioni di euro, per l’acquisto del Teatro Duni, nell’ambito dell’asta disposta dal Tribunale di Matera per il 28/11/2019, dobbiamo evidenziare ancora una volta come l’acquisto da parte del Comune di Matera di un bene privato quale il teatro Duni, con soldi pubblici, sia oramai totalmente privo di giustificazioni e quindi potrebbe essere illegittimo.
Ancor più nel caso di specie per vari motivi: Innanzitutto bisogna ricordare che l’acquisto di un immobile privato da parte di una amministrazione pubblica, perché possa avvenire, deve essere giustificato, motivato e documentato, nel nostro caso il preteso acquisto era inizialmente motivato ufficialmente con la presunta necessità di dotare il Comune di Matera di un Teatro in occasione del riconoscimento di Matera quale capitale della cultura per l’anno 2019.
Il 2019 è ormai al termine e quindi la rinnovata intenzione di acquistare l’immobile potrebbe risultare quantomeno contraddittoria essendo venuta meno la “motivazione principale” che costituiva l’unico presupposto e giustificazione per l’acquisto di un immobile privato da parte di un Ente Pubblico.
Inoltre è davvero inquietante che il Comune di Matera possa pensare di partecipare ad un’asta pubblica, nella quale le offerte devono essere segrete ed in busta chiusa, dopo aver già dichiarato pubblicamente il prezzo che intende offrire, le indicazioni delle delibere e le dichiarazioni sulla stampa sono atti pubblici, a conoscenza di terzi e quindi inevitabilmente potrebbero turbare l’ordinato e legittimo svolgimento della procedura, violando i principi di segretezza.
Infine lo stesso Comune di Matera assume di avere il diritto alla prelazione sull’acquisto del Teatro.
Ebbene il Comune, da una parte dimentica o non evidenzia che la prelazione compete anzitutto al Ministero beni culturali e del turismo (Mibact) e/o alla Regione Basilicata e/o alla stessa Navona S.r.l. conduttrice dei locali, dall’altra manifesterebbe ancora una volta la illegittimità di una sua partecipazione all’asta. Infatti, se il Comune di Matera davvero avesse la prelazione, nell’ambito di una corretta azione amministrativa e come per le altre amministrazioni pubbliche, dovrebbe attendere l’esito dell’asta e poi eventualmente determinarsi sulla pretesa prelazione, cosi come correttamente stanno facendo il Ministero, la Regione Basilicata e la stessa conduttrice, la Navona S.r.l..
Inoltre è pacifico, per giurisprudenza consolidata, che la titolarità del diritto di prelazione degli aventi diritto è un “diritto soggettivo, potestativo, non suscettibile di essere degradato o affievolito da nessun diverso atto, tale diritto deve essere riconosciuto nel Bando del procedimento esecutivo immobiliare di vendita: tale diritto, invece, non è stato inserito nel bando che quindi molto probabilmente potrebbe essere riconosciuto come illegittimo.
Per questi motivi la Navona S.r.l. conduttore dei locali del Teatro Duni ha opposto ricorso presso il Tribunale di Matera, al procedimento esecutivo immobiliare del Teatro Duni.
In attesa delle decisioni del Tribunale di Matera auspichiamo che gli organi interni ed esterni del Comune di Matera intervengano per indirizzarlo sulla corretta gestione della vicenda impedendo qualsiasi eventuale interferenza ingiustificata nella procedura di asta e che le risorse e le energie pubbliche vengano meglio e correttamente utilizzate.
Distinti saluti, Navona S.r.l.”.

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