Matera, Comune approva transazione (1,2 milioni di euro) con le signore M.

“Entrambe le parti convengono di cristallizzare il credito vantato dalle germane M. nei confronti del Comune di Matera in esecuzione delle sentenze del Tribunale di Matera e della Corte di Appello di Potenza nella complessiva minore somma di 1.200.000,00 euro”.
È quanto si legge, tra l’altro, nell’atto di transazione firmato dalle signore B. e M.T. M. e Amministrazione comunale.
Il pagamento della somma verrà eseguito, senza interessi, in tre rate da 400 mila euro nel corso degli anni 2019, 2020 e 2021.
La vertenza giudiziaria nasce durante il 1996 allorché il signor Giuseppe M. chiama in giudizio, davanti il Tribunale di Matera, il Comune per “risarcimento danni da occupazione illegittima”.
Trattasi di un suolo ubicato in Matera, località Macamarda, della superficie complessiva di 3.610 metri quadri espropriato per realizzare viabilità e nuova sede municipale.
Dopo non poche udienze e ordinanze e chiarimenti e precisazioni e nuovi difensori e Ctu estimativa il Giudice, in data 18 luglio 2007, pronuncia la sentenza.
Infatti dichiara che il Comune ha illecitamente occupato i fondi di proprietà della famiglia M. e pertanto lo “condanna in persona del Sindaco pro tempore al pagamento del risarcimento a favore del signor M., alla rivalutazione delle somme e interessi legali sulle somme previamente devalutate alla data dell’occupazione dei beni e rivalutate anno per anno, ed oltre ad interessi legali dalla data della pronunzia fino all’effettivo soddisfo”.
Inoltre si “dispone la trasmissione di copia della presente sentenza alla Corte dei Conti competente per territorio ai fini di eventuali determinazioni di competenza”. Quest’ultima decisione è riconducibile al fatto che durante la causa sono stati chiesti due rinvii di udienza. Motivo?
Poter definire la diatriba con un accordo. Strada alternativa che non è stata accolta (pur sussistendo una bozza di transazione) determinando così l’allungamento dei tempi e ulteriore negazione delle legittime aspettative del signor M. per la quale, pur nel lungo arco di tempo dell’occupazione del suolo e dall’inizio del giudizio, “non è stata ipotizzata alcuna forma di compenso al cospetto della privazione dei beni di proprietà subita ad opera della Pubblica amministrazione convenuta”.
“Quanto innanzi – scrive il Magistrato – comporta un correlato interrogativo in ordine alla necessità di inutile e rilevante aggravio di spese (anche per i privati coinvolti nella vicenda) e in particolare per le casse pubbliche che dovranno sopportare oltre la condanna e spese processuali, gli oneri derivanti dalla spiegata difesa in giudizio e interessi di rivalutazione, ben potendosi nel corso dei numerosi anni addivenire ad una soluzione transattiva con notevole risparmio di spese “.
I vertici politici del Comune di Matera comunque impugnano la sentenza.
La Corte di Appello di Potenza il giorno 19 settembre 2018 rigetta l’appello, confermando il dispositivo del Tribunale materano, e condanna il Municipio della Città dei Sassi al rimborso della metà delle spese legali.
Quindi l’intesa tra Comune e signore M. sottoscritta nel 2019, anno in cui Matera dispiega la nomina di capitale europea della cultura.

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