PSR Puglia, stop del TAR e a rischio 157 milioni di euro

Ancora in alto mare il bando regionale sugli investimenti pugliesi del Programma di sviluppo rurale (PSR): trecento milioni di euro. Il Tribunale amministrativo di Bari lo ha di nuovo bloccato, ribaltando le precedenti decisioni e riammettendo i ricorsi sia singoli che collettivi contro la graduatoria regionale già rivista e corretta nei mesi scorsi.
La decisione va a bloccare i pagamenti in corso di una grossa fetta dei beneficiari.
I giudici di primo grado, allineandosi al Consiglio di Stato hanno bocciato la circolare della Regione Puglia con cui sono stati corretti in corsa i requisiti di accesso al bando, in particolare nella parte in cui è stata eliminata la presentazione obbligatoria del Durc (certificazione contributiva e previdenziale).
Pertanto le procedure in corso vengono sospese fino alla decisione di merito fissata per aprile 2020.
Al centro della diatriba i criteri di attribuzione del punteggio. Si accusa la Regione di aver svolto l’istruttoria in maniera parziale, questione rimarcata nei due mesi precedenti anche nelle ordinanze del Consiglio di Stato, che ha suggerito alla Regione la strada del possibile ripescaggio dei ricorrenti scartati precedentemente, ammettendoli con riserva in posizione utile all’ammissione all’istruttoria tecnico/amministrativa che serve poi ad essere ammessi al contributo economico.
“C’è il rischio concreto di dover restituire 157 milioni di euro, perché la Regione Puglia non è stata in grado di spenderli”, sostengono all’unisono i sindacati di categoria.
La stessa Legacoop Puglia dichiara che «Il Psr (piano sviluppo rurale, ndr) nella parte che riguarda le cooperative, la misura 4.2, è fermo. Anche la graduatoria provvisoria, dopo un’attesa di due anni, è rimasta così com’è. Intanto, la scadenza del 31 dicembre si avvicina. Le cooperative – sostiene il presidente di Legacoop Puglia Carmelo Rollo – cominciano a pensare che la Regione Puglia non abbia più interesse a sostenerle».

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