Arcelor Mittal lascia ex Ilva, a rischio 15 mila posti di lavoro

Con un comunicato la multinazionale ArcelorMittal ha annunciato il ritiro dalla ex Ilva di Taranto. La società annuncia di aver inviato ai Commissari straordinari di Ilva “una comunicazione di recesso dal contratto o risoluzione dello stesso”.
“Altri gravi eventi – prosegue ArcelorMittal – indipendenti dalla volontà della Società, hanno contribuito a causare una situazione di incertezza giuridica e operativa che ne ha ulteriormente e significativamente compromesso la capacità di effettuare necessari interventi presso Ilva e di gestire lo stabilimento di Taranto”.
Secondo il Gruppo industriale tutte queste circostanze “attribuiscono alla Società anche il diritto di risolvere il Contratto in base agli applicabili articoli e principi del codice civile italiano. In conformità con il contenuto del Contratto – conclude la nota – la Società ha chiesto ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro 30 giorni dalla loro ricezione della predetta comunicazione di recesso o risoluzione”.
Il Contratto per l’affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d’azienda di Ilva e di alcune sue controllate “prevede che, nel caso in cui un nuovo provvedimento legislativo incida sul piano ambientale dello stabilimento di Taranto in misura tale da rendere impossibile la sua gestione o l’attuazione del piano industriale”, AM InvestCo Italy (la società veicolo costituita dal gruppo) “ha il diritto contrattuale di recedere dallo stesso Contratto”.
“Con effetto dal 3 novembre 2019, il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria alla Società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando così la comunicazione di recesso”, scrive l’azienda.
Dunque sono a rischio occupazione ben 15 mila dipendenti e altre migliaia che lavorano nelle aziende dell’indotto.

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