Corte dei Conti, urge una riforma della giustizia tributaria

“Nel solco del dibattito che si sta sviluppando intorno alla riforma della giustizia tributaria, la Corte dei conti intende offrire, quale Magistratura posta dalla Costituzione a salvaguardia degli interessi dell’Erario, il proprio contributo al migliore esercizio della giustizia tributaria stessa. È urgente e imprescindibile una riforma della giustizia tributaria, nel rispetto delle attribuzioni costituzionali della Corte medesima”.
Parole che si leggono nella risoluzione del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte dal Presidente dell’Istituto Angelo Buscema.
La riforma della giustizia tributaria è un tema avvertito da più parti, anche se con prospettive diverse. Nella precedente legislatura, è stato presentato in Parlamento un numero rilevante di disegni di legge, alcuni stralci sono entrati in testi normativi approvati dalle Camere ed oggi divenuti Leggi della Repubblica.
“I vari orientamenti di riforma sono sostanzialmente convergenti, alla luce dei più rilevanti problemi che oggi caratterizzano la giustizia tributaria, sia in termini di maggiore imparzialità, indipendenza e terzietà dei giudici tributari, che in termini di rafforzamento della loro professionalità, da assicurare anche mediante uno statuto unitario di assunzione e di trattamento economico, così come pure in termini di recupero di una più “ragionevole durata” del processo tributario, da assicurare anche mediante “giudici monocratici” e con istituti deflattivi del contenzioso” è scritto nel documento.
“L’idea di fondo di concentrare in una stessa Magistratura la salvaguardia degli interessi dell’Erario e del Fisco, in una visione di miglior sviluppo funzionale dei rapporti esterni tra i terzi contribuenti e l’apparato pubblico, da un lato, e dei rapporti interni, tra i dipendenti preposti all’esercizio delle funzioni tributarie ed il relativo Ente di appartenenza, dall’altro, era già prospettata negli Anni Settanta. L’attribuzione della giurisdizione tributaria al plesso giurisdizionale che già ha cognizione della contabilità pubblica, dovrebbe poter contribuire a rafforzare l’idea unitaria (sostanziale-processuale) dell’entrata pubblica come premessa logico-economica e giuridica essenziale della spesa, in rapporto alla quale valutare con maggiore attendibilità gli equilibri di bilancio, nel più ampio quadro del ‘Coordinamento della Finanza Pubblica’ e della ‘Unità Economica’ del Paese”, concludono i giudici contabili.

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