Ex Ilva Taranto, altoforno 2 resterà acceso
 

Il Tribunale del Riesame di Taranto ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Angelo Loreto e Filippo Dinacci per conto dell’Ilva in amministrazione straordinaria contro il provvedimento con il quale il giudice Francesco Maccagnano – 31 luglio 2019 – aveva respinto la richiesta di facoltà d’uso dell’Altoforno n. 2 dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal finalizzata all’esecuzione dei lavori chiesti dal custode giudiziario.
Decisione che non provoca lo spegnimento che era programmato entro il 10 ottobre.
Operazione che avrebbe provocato una riduzione dei livelli produttivi con conseguenze sul piano occupazionale.
I Giudici hanno disposto il termine di tre mesi per la progettazione di dettaglio e l’esecuzione dei lavori. I legali dell’Ilva nei giorni scorsi avevano presentato anche una istanza di facoltà d’uso allo stesso Giudice Maccagnano, dinanzi al quale il prossimo 1 ottobre inizierà il processo sull’incidente che nel giugno del 2015 costò la vita all’operaio Alessandro Morricella, investito da una fiammata mista a ghisa incandescente mentre misurava la temperatura di colata dell’Altoforno 2.
Lo spegnimento era stato ordinato dalla Procura dopo che il Gup Pompeo Carriere aveva respinto la richiesta di dissequestro in quanto le prescrizioni imposte a seguito dell’incidente erano state adempiute solo parzialmente.
«Dopo la decisione del Tribunale di Taranto che ha accolto il ricorso di Ilva, scongiurando la fermata dell’altoforno 2 il prossimo 10 ottobre, ArcelorMittal non ha più attenuanti e deve rilanciare gli investimenti per salvaguardare l’ambiente, l’occupazione e la produzione». Parole di Rocco Palombella, segretario generale Uilm.
«Dopo la norma sulle tutele legali prevista dal Dl Imprese e la sentenza di oggi – prosegue Palombella – l’azienda deve accelerare urgentemente negli investimenti in sicurezza e monitoraggio degli impianti che hanno bisogno urgente di manutenzione, oltre a incrementare la produzione senza prolungare la cassa integrazione per altre tredici settimane per 1400 lavoratori e ricreare le condizioni lavorative per coloro che sono attualmente in Amministrazione straordinaria». ArcelorMittal deve rispettare l’accordo del settembre 2018 e mettere in campo gli investimenti e le risorse per rilanciare gli interventi previsti dal Piano ambientale, l’occupazione e la produzione».

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