Regione Puglia, 500 mila euro per i Piani generali di bonifica

Tornano alla ribalta politica i Consorzi di bonifica. Infatti presidente e assessori pugliesi hanno deciso di stanziare – bilancio previsione 2019-2021 – 500 mila euro, una tantum, per agevolare il rinnovo dei Piani generali di bonifica.
Quest’ultimi sono strumenti tecnici che individuano la sicurezza idraulica, manutenzione del territorio, provvista e tutela delle risorse idriche a uso irriguo, conservazione e difesa del suolo.
Inoltre, costituiscono il presupposto “per il corretto esercizio del potere impositivo da parte di ciascun Consorzio”. Ovvero il pagamento della tassa.
Ogni Consorzio, d’intesa con la Regione e sentiti Province e Comuni, deve predisporre i Piani generali che sono fondamentali per la ridefinizione dei Piani di classifica i quali rilevano i benefici derivanti dalle opere di bonifica, stabiliscono la quantificazione dei medesimi e i conseguenti indici per determinare il tributo.
A tutt’oggi il Consorzio di bonifica della Capitanata e quello del Gargano impegnano la loro attività su Piani generali vecchi.
Gli altri quattro Consorzi commissariati – Arneo, Ugento Li Foggi, Stornara e Tara, Terre d’Apulia – operano in base ai Piani comprensoriali che però necessitano di una rivisitazione stante le mutate esigenze ambientali.
Pertanto la rielaborazione dei Piani generali ridurrebbe il contenzioso di natura tributaria che coinvolge i Consorzi in quanto, alla luce dei recenti orientamenti della giurisprudenza, l’assenza o vetustà dei Piani produce l’infondatezza delle gabelle pretese dall’Ente consortile.
Tra contributo fisso e sovvenzionamento variabile la somma devoluta ad ogni singolo Consorzio è la seguente:

  • Arneo euro 76.309,00
  • Capitanata euro 134.601,00
  • Gargano euro 70.459,00
  • Stornara e Tara euro 64.947,00
  • Terre d’Apulia euro 80.014,00
  • Ugento Li Foggi euro 73.670,00.

Concessi 120 giorni per realizzare i nuovi Piani generali di bonifica mentre durante i successivi 180 dovranno essere sottoposti alla Giunta regionale che, audita la Commissione consiliare, li potrà certificare e renderli esecutivi.

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