Gravina, 80 anni di attività della Cartolibreria Parrulli

“Tutto cominciò nel 1939. Mio padre rientrò dall’Africa nel gennaio dello stesso anno, aveva 28 anni e doveva pensare al futuro. Fino a quel momento aveva fatto di tutto: giovane muratore, costruttore di ponti durante il servizio di Leva, poi in Abissinia, dallo scritturale a responsabile di cantiere, impegnato nella costruzione di importanti opere per conto dell’acquedotto locale. Aveva guadagnato e messo da parte un po’ di lire, e con quei soldi decise di aprire una rivendita di articoli di cartoleria nella zona di San Nicola: qui cominciò la sua avventura. A fine 2019 sono passati la bellezza di ottanta anni”.
Parole di Vincenzo Parrulli – figlio di Salvatore Parrulli fondatore della Cartolibreria – che a tutt’oggi insieme alla moglie Teresa Massari gestiscono con passione e competenza questo storico luogo culturale (e commerciale) al passo con i tempi, importante per vecchie e nuove generazioni (nonostante facebook e instagram e twitter e smartphone).
Tra le non poche attività originali ideate da Parrulli, con a fianco sua moglie Caterina, c’è la produzione, anni Cinquanta, di cartoline in bianco e nero che fotografano monumenti e paesaggi della città di Gravina.
“A partire dagli anni Settanta – ricorda Vincenzo – le cartoline erano finalmente a colori e mio padre ne produsse tante, forse troppe. Le forniva ai tabaccai fino a quando anche alcuni di loro cominciarono a produrle, Ninì Simeone in testa. Le aziende che producevano cartoline erano tutte al Nord Italia. I loro fotografi venivano a Gravina, quasi sempre pranzavano da noi quindi sceglievano l’ora migliore per scattare foto di scorci segnalati da mio padre. In seguito arrivavano i provini dai quali mio padre sceglieva il meglio, prima della stampa. Credo che complessivamente, in quegli anni, sono state riprodotte non meno di 200 vedute: alcune dei veri capolavori come quella sul ponte, viadotto gravinese ristrutturato nel 1700 dagli Orsini, con il ragazzino sul cavallo e la signora con la brocca sotto il braccio”.
Tanti ragazzi, nel tempo, hanno collaborato con Salvatore Parrulli. Varie le loro mansioni: ritiro dei giornali e consegna a domicilio di riviste e quotidiani. Durante il periodo di Carnevale riempire sacchetti di coriandoli era un vero e proprio rito. Intere generazioni si sono succedute e tutti sono rimasti affezionati alla famiglia Parrulli.
Sopraggiunge aprile 1986 e la titolarità della Cartolibreria passa a Vincenzo e Teresa. Nell’anno 2000 si pratica la ristrutturazione completa del locale risalente al Millecinquecento: le volte furono stonacate mostrando un tufo pregevole lavorato dai maestri muratori; i due locali vengono riuniti su unico livello in modo da essere fruibile alla clientela, anche ai diversamente abili, e il pavimento rifatto in mazzero gravinese. Moderno arredo e grande vetrina completano il tutto ma sempre utilizzando materiali naturali, come nella migliore tradizione urbanistica.
“Ho cercato di percorrere questi anni della mia gestione – spiega Vincenzo Parrulli – nel solco tracciato da mio padre nei cinquant’anni della sua insostituibile presenza. I suoi insegnamenti mi hanno aiutato tanto e molti clienti rivedono in me quelle che erano le sue caratteristiche: tanta pazienza, disponibilità, rispetto e competenza, lo humor tipico inglese e, spero, anche la sua onestà. I doppi occhiali no, quelli non li ho ancora ereditati ma non è detta l’ultima parola”.
Gli 80 anni della Cartolibreria Parrulli sono stati ricordati e celebrati, mercoledì 11 settembre scorso, nella Sala conferenze della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi di Gravina.
Le foto della manifestazione qui pubblicate sono di Carlo Centonze.

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