Gravina, se neanche James Bond fa riaprire via Giudice Montea

Dopo più di sette anni lo storico belvedere di via Giudice di Montea, nonché strada panoramica per ammirare la collina di Botromagno, è in gran parte chiuso alla pubblica fruizione.
Itinerario che si trova nei pressi dei rioni Piaggio e Fondovico, i più antichi agglomerati umani della città un tempo (1330-1800) governata dalla dinastia degli Orsini. Si possono scrutare nei dintorni del burrone denominato “la gravina”, riconducibili alle voci Pagus e Vicus: in uso presso gli antichi Romani ad indicare piccole frazioni abitate di territori dipendenti da un vicino Comune rurale.
Lo storico gravinese Domenico Nardone racconta che i due agglomerati umani “preesistessero alla distruzione di Silvium (l’antica Gravina, ndr), e che da essa dipendessero al tempo dei Romani forse anche prima. Sfuggiti all’invasione e distruzione dei vandali, per la loro ubicazione e forse anche per la loro trascurabilità, divennero centri di attrazione per i profughi di Silvium che, protetti dalle milizie bizantine venute da Costantinopoli a fronteggiare i Vandali, qui vi rimasero e si moltiplicarono durante il lungo periodo di guerre e invasioni che procrastinò dal 456 al 553”.
Neppure l’arrivo di troupe e relative riprese del film su James Bond (No time to die) – stanno utilizzando il ponte viadotto del 1700 e l’area Madonna della Stella pagando al Comune la bellezza di 16 mila euro – ha mitigato l’abbandono e il degrado di via Giudice Montea: dall’anno 2011, quando si verificò il crollo di un’abitazione privata, risulta non percorribile, un muro metà franato e una specie di rete in plastica divelta.
Il Municipio – dal 2012 gestito da un sindaco del Pd – nel 2014 spende 702.042,57 euro per la “riqualificazione, fruizione del margine urbano e potenziamento sottoservizi” del Bastione medievale, via Giudice Montea, Cavati. Appalto vinto dall’impresa locale Apulia S.r.l.. Lavori ultimati nel 2016.
Una strada, a tutt’oggi fine agosto 2019, non transitabile. Motivo? La sicurezza, considerato il fabbricato sbriciolato e non ancora ricostituito.
Il 23 novembre 2017 l’Amministrazione comunale concede l’autorizzazione alla “fedele ricostruzione di porzioni di immobile e consolidamento statico residenziale” in capo al proprietario dell’immobile. I lavori devono essere ultimati entro tre anni.
Qui le foto di Via Giudice Montea scattate il 21 agosto 2019.

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