Salento, la Xylella distrugge il 73% della produzione di olio d’oliva

A causa della Xylella fastidiosa sono andate perse quasi 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 73% della produzione di olio di oliva nell’ultimo anno.
Da quando è stata confermata la presenza della Xylella, la tendenza rischia di diventare irreversibile, con il minimo storico di 5.295 tonnellate prodotte nel 2017. L’avanzata della malattia ha lasciato milioni di ulivi secchi dietro di sé, come rappresentato dalla perdita produttiva che si è allargata a dismisura, man mano che la Xylella camminava indisturbata sul territorio.
“Il contagio in 6 anni inesorabilmente si è spostato a nord ad una velocità di più di 2 chilometri al mese “denuncia il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, a capo della delegazione di agricoltori e frantoiani di Coldiretti Puglia e Unaprol.
“Abbiamo chiesto al Ministro Lezzi – spiega Cantele – che i 300 milioni di euro di risorse aggiuntive, oltre ai 70 per il 2019 già stanziati dal CIPE, arrivino realmente agli agricoltori e alle loro famiglie che non possono più produrre olive e olio, a favore di nuovi impianti resistenti, con l’indispensabile chiarezza e semplificazione per i reimpianti, e ai frantoiani che stanno svendendo all’estero pezzi di frantoi”.
Agricoltori senza reddito da 6 anni, milioni di ulivi secchi, frantoi svenduti in Grecia, Marocco e Tunisia, cinquemila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva: bisogna intervenire con strumenti adeguati per affrontare il disastro colposo nel Salento e rilanciare la più grande fabbrica green italiana. Serve chiarezza e semplificazione dell’iter dei reimpianti e una strategia condivisa tra Governo nazionale e Unione europea per far fronte alla strage che ha devastato 21 milioni di ulivi, mettendo in ginocchio il settore olivicolo salentino, deturpando il patrimonio paesaggistico, con un danno stimato per difetto di 1,2 miliardi di euro ed il dimezzamento della produzione pugliese di olio di oliva che rappresenta oltre il 50% di quella nazionale.

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