Acquedotto Pugliese e consulenze, interpello del consigliere regionale Liviano

Gli incarichi e le consulenze affidate dall’Acquedotto Pugliese S.p.A. (AQP) sono al centro di una interrogazione urgente a risposta scritta che il consigliere regionale Gianni Liviano (Gruppo Misto) ha indirizzato al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e della Giunta regionale, Michele Emiliano, nonché al presidente del cda, al direttore generale, al collegio sindacale e al responsabile Anticorruzione di AQP.
Nello specifico Liviano punta i riflettori sulle nomine effettuate da AQP in seno alla Aseco S.p.A., società del gruppo Acquedotto pugliese che opera nell’ambito del trattamento e recupero dei rifiuti organici.
Atti e riferimenti normativi alla mano (Piano Triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza 2019 – ’21; l’Assemblea degli azionisti di Aseco S.p.A. del 15 giugno 2018, delibera di Giunta regionale, verbale n. 1/18 dell’Assemblea ordinaria dei Soci di AQP, tenutasi in data 28 marzo 2018) Liviano chiede di sapere “se non sia da considerarsi nulla la riconferma dell’attuale amministratore unico di Aseco S.p.A. in virtù di quanto disposto dall’art. 11 comma 8 del D. Lgs. n. 175/6 e cioè dell’incompatibilità tra incarico di amministratore della società in controllo pubblico e quello di dipendente delle amministrazioni pubbliche controllanti o vigilanti, fatto coincidente nella riconferma in questione” così come nella nomina “di un componente il consiglio di amministrazione di Aseco”.
In questo secondo caso, il consigliere regionale pone il quesito se “sia stata acquisita la copia dell’atto amministrativo con il quale il Ministero dell’Interno, in qualità di proprio datore del lavoro dava la propria autorizzazione per l’espletamento dell’incarico, altrimenti questa nomina sarebbe da considerare nulla”.
Per quanto concerne l’affidamento di consulenze esterne, Liviano rileva che due dirigenti di AQP sarebbero stati destinatari di incarichi nonostante il fatto “che i Criteri generali in materia di incarichi, indicano che sono preclusi a tutti i dipendenti, a prescindere dalla consistenza dell’orario di lavoro, gli incarichi a favore di dipendenti pubblici iscritti ad albi professionali e che esercitino attività professionale, salvo deroghe autorizzate dall’art. 1 comma 56 bis della Legge n. 662/96”.
Infine, tra le richieste contenute nell’interrogazione, il consigliere regionale chiede di conoscere, “ricevendo evidenza documentale con data certa”, quali tipi di azioni “sono state poste in essere da parte del Servizio Controlli della Regione Puglia e Collegio Sindacale di AQP, ognuno per competenza, in merito alle verifiche sulle autorizzazioni concesse ai dipendenti della medesima società per l’esercizio di incarichi extra istituzionali. Trattandosi di analoghe benché ripetute prestazioni di consulenza da rendere anche da una stessa Società, per i quali si richiede copia di tutti i suddetti atti, chiedo di sapere altresì se non vi siano delle anomalie nelle procedure di affidamento dei suddetti servizi, che potrebbero configurare un artificioso frazionamento della spesa, finalizzato ad espletare una procedura comparativa ristretta in luogo di una gara ad evidenza pubblica mediante procedura aperta, eludendo pertanto le disposizioni sancite dal vigente Codice dei Contratti Pubblici”.

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