Apricena (FG), quindici arresti tra cui il sindaco leghista

Il sindaco di Apricena, Antonio Potenza, è tra gli arrestati nell’operazione denominata “Madrepietra” che ha portato all’esecuzione di 15 custodie cautelari, di cui tre ai domiciliari e per i restanti misure di natura interdittiva, eseguite dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Foggia su ordine del Gip del Tribunale del capoluogo dauno che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica.
Venticinque in totale gli indagati. L’indagine riguarda gravi reati contro la pubblica amministrazione, la par condicio imprenditoriale, la fede pubblica e il patrimonio.
Il sindaco di Apricena è al suo secondo mandato. Dopo undici anni di militanza in Forza Italia nel maggio 2018 aveva aderito alla Lega di Matteo Salvini.
Alle ultime amministrative del 26 maggio scorso si è presentato con la lista “Uniti per Cambiare” ottenendo una percentuale del 71% dei consensi, primo sindaco leghista eletto in Puglia.
Le indagini hanno avuto origine da una querela presentata da un cittadino che segnalava gravi irregolarità nelle procedure di aggiudicazione di importanti commesse pubbliche da parte del Comune foggiano.
A beneficiare di tali irregolarità era un noto gruppo imprenditoriale del posto, ritenuto vicino al sindaco di Apricena. Gli investigatori quindi hanno raccolto gravi indizi in ordine alla commissione dei reati di concussione, peculato d’uso ed abuso di ufficio.
Sarebbe stato accertato che Antonio Potenza, nel febbraio 2018, scrive la Guardia di Finanza: “ha costretto un componente del proprio staff a rinunciare al posizionamento ottenuto nella graduatoria finale di un concorso pubblico cui aveva partecipato, in modo tale da consentire ad altro candidato di risultare vincitore della selezione. L’intera condotta era mossa da ragioni di natura politica, risultate prevalenti rispetto al rigoroso rispetto della legalità. Illegalità confermata dalle intercettazioni telefoniche e testimoni che dimostrerebbero come il Sindaco, nel gennaio del 2018, abbia impiegato, per disbrigare impegni di natura privata e connessi alla professione di ingegnere, autovettura in dotazione al Comune per l’esecuzione di attività istituzionali. Il presunto affidamento illecito, da parte del Sindaco di Apricena, risale invece al novembre 2017: lavori di realizzazione dell’impianto di videosorveglianza dell’immobile sede del Comune in favore di imprenditore compiacente. In particolare, nel corso delle attività di indagine, emergeva come il Sindaco utilizzasse personalmente una scheda telefonica intestata alla madre di tale imprenditore”.

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