Regione Puglia, riordino ospedaliero tra ritardi e improvvisazione

“Siamo all’ultimo atto ma non sappiamo ancora quanto costa e se migliora la sanità in Puglia”. Il gruppo regionale di Direzione Italia (Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini) ha chiesto e ottenuto nuove audizioni in Commissione. Che dichiarano quanto segue:
“Quando governi la Regione e vuoi che tutto passi sotto silenzio il periodo migliore è quello che va da metà luglio a ferragosto. È quello che tenta sempre di fare il grande fautore della partecipazione Michele Emiliano anche con il Piano di Riordino Ospedaliero giunto ormai alla fase finale, ma che anche nell’ultima stesura non trova quelle correzioni che speravamo a provvedimenti scellerati di chiusure penalizzanti per i territori, di reparti e presidi ospedalieri, né riscontriamo una redistribuzione sul territorio di posti letto in territori provinciali sprovvisti o una distribuzione dei posti letto per disciplina sul territorio regionale, né si delineano le reti di assistenza tempo-dipendenti o per patologia o del trauma.
Quello a cui ci siamo trovati di fronte in Commissione è un Piano sul quale Emiliano chiede solo il crisma della definitiva approvazione, ma si tratta di un Piano già bocciato da tutti: sindaci, ordini professionali, parti sociali, organizzazioni sindacali e dagli stessi consiglieri di maggioranza in Commissione Sanità. Di fronte a questo tentativo di far passare in sordina questo ritorno in Commissione del Piano abbiamo voluto che si facessero le audizioni per poter riascoltare la voce dei territori, dei sindaci, dei professionisti, delle parti sociali e delle categorie professionali sugli impatti che questo Piano di Riordino ospedaliero sta producendo sulla funzionalità dei servizi, sulla salute dei cittadini e le loro tasse e sulla spesa.
Si, la spesa: un Piano che non spende nemmeno un rigo su quante risorse previsionalmente potrà assorbire è un Piano immaginario, non reale. Immaginiamo il presidente Emiliano andare su tutte le furie per questa nostra battuta d’arresto che abbiamo impresso alla sua voglia di licenziare in fretta e furia in Commissione il Piano, ma dobbiamo ringraziare il presidente, Giuseppe Romano, per esserci riusciti nell’interesse dei pugliesi, della loro assistenza e delle loro tasse.
Non solo, un ringraziamento va anche al direttore del Dipartimento regionale della Salute, Montanaro, per essere stato un interlocutore pronto a comprendere che senza alcuna valutazione di impatto economico-finanziario non si ha alcuna idea della fattibilità dello stesso e della sostenibilità del sistema che deve assicurare anche prevenzione e medicina territoriale.
La Puglia ha diritto di sapere ma pensiamo che anche il Ministero deve pretendere una sorta di business-plan che indichi la correttezza delle scelte anche sul versante della tenuta dei conti e della sostenibilità dei tre macro livelli di assistenza. Per questo invieremo una nota al Ministro Grillo perché si senta corresponsabile di questo vulnus del nostro Piano di Riordino perché poi non vorremmo assistere ad un rimpallo di responsabilità come è avvenuto a proposito della chiusura del punto nascita di Bisceglie tra il Ministro Grillo ed Emiliano sugli effetti negativi del Piano che noi ci attendiamo”.

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