Ospedale di Molfetta (Ba), arrestati dodici presunti furbetti del cartellino

Trenta indagati, di cui dodici arrestati e uno con obbligo di dimora emessi dal GIP Maria Grazia Caserta su richiesta del sostituto procuratore della Procura di Trani Silvia Curione, nell’ambito dell’inchiesta, denominata “Quinto Piano”, della Guardia di Finanza che ha messo in luce un sistema di “fraudolenta solidarietà per timbrare il cartellino per assentarsi dal lavoro durante l’orario di servizio all’Ospedale «Don Tonino Bello» di Molfetta (Bari)”.
Gli indagati? Dirigenti medici, personale paramedico, impiegati amministrativi, tecnici manutentori e un soggetto esterno all’Azienda sanitaria locale. I reati contestati, a vario titolo, sono truffa aggravata ai danni di Ente pubblico, falsità ideologica commessa da pubblico Ufficiale, abuso d’ufficio e peculato.
I provvedimenti sono stati notificati a Molfetta, Giovinazzo, Bisceglie, Barletta e Foggia a Marco Bellapianta, Salvatore Boccanegra, Raffaele Croce, Francesco Saverio De Bari, Francesco Dimiccoli, Vincenza Farinola, Giovanni Gadaleta, Luigi La Forgia, Demetrio Losciale, Piccininni Giuseppe, Sgherza Isabellangela, Filomena Squeo.
Le Fiamme Gialle avrebbero accertato sistematiche assenze dal luogo di lavoro in orario di ufficio, spesso autorizzate da permessi sindacali o da Legge n. 104/92 ma usate per svolgere attività in altre strutture o per motivi privati, anche utilizzando le auto di servizio.
In qualche caso è stata constatata la collaborazione di un soggetto esterno alla Asl il quale si presentava per «smarcare» ai rilevatori la presenza, timbrando cartellini illecitamente.
Si assentavano anche alcuni impiegati dell’Ufficio rilevazioni presenze e assenze addetti al controllo del corretto rispetto dell’orario di lavoro di tutti gli altri dipendenti che, approfittando della possibilità di accedere al sistema informatico, modificavano manualmente e fraudolentemente gli orari di lavoro.
La direzione generale dell’Asl di Bari “ha offerto, e continuerà ad offrire, massima collaborazione alle Autorità Giudiziarie competenti, e assicura la massima celerità nell’apertura dei procedimenti disciplinari previsti per legge e nella sospensione cautelare dal servizio prevista dalla legge a carico di tutti coloro che hanno abusato della loro qualità di dipendenti pubblici», parole del direttore generale dell’Asl di Bari, Antonio Sanguedolce.
«L’Asl di Bari licenzierà senza indugio i dipendenti interessati dalla vicenda», prosegue la nota, «se i fatti contestati dalla Procura di Trani dovessero essere confermati nelle modalità previste dalla Legge». «In questi casi – spiega la nota – la Legge (art. 55 quater del d.lgs 165/2001 e s.m.i) oltre alla sospensione cautelare dal servizio prevede anche il licenziamento disciplinare per tutti coloro che hanno falsato l’attestazione della presenza in servizio, e della violazione risponde anche chi abbia agevolato con la propria condotta attiva o omissiva la predetta condotta fraudolenta».

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