Il ministro Barbara Lezzi (M5S) ricorre all’immunità parlamentare

Querelata per diffamazione da un ex attivista del Movimento 5 Stelle, il Ministro Barbara Lezzi ( M5S, Ministro senza portafoglio per il Sud, nata a Lecce, diploma istituto tecnico commerciale, senatrice eletta nel collegio di Nardò, perito aziendale) decide di ricorrere all’immunità parlamentare. Infatti, in data 25 giugno 2019, il Giudice del Tribunale di Bari Matilde Tanzi ha accolto la richiesta dei legali del Ministro Lezzi che avevano rilevato l’insindacabilità parlamentare per alcune frasi pronunciate dalla parlamentare salentina durante un incontro (anno 2016) con gli iscritti al Movimento Cinque Stelle pugliesi all’indirizzo di Massimo Potenza (ex attivista M5S). Quest’ultimo una volta a conoscenza delle dichiarazioni della Lezzi aveva sporto querela per diffamazione. Tuttavia il processo non era mai iniziato perché la senatrice Lezzi non aveva preso parte alle udienze giustificandosi con il legittimo impedimento. Quindi il ricorso all’applicazione dell’articolo n.68 della Costituzione che prevede “…i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.
L’ex grillino Potenza ha fatto sapere che valuterà se ricorrere o meno in Corte d’Appello.
A fronte della scelta del Ministro Lezzi molti addetti ai lavori della politica partitica italiana si chiedono: ma il movimento cinque stelle non aveva detto e scritto, urbi et orbi, che “l’immunità parlamentare è un privilegio della casta da abolire”?

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