Parchi eolici, approvato OdG del senatore De Bonis a difesa del territorio

Il Senato ha ratificato – nell’ambito del cosiddetto “Decreto Crescita” provvedimento simbolo del Governo Lega-M5S: 158 voti a favore della fiducia, meno 3 della maggioranza assoluta (161) e 13 in meno della prima fiducia (171) al Governo presieduto dal garante avv. Giuseppe Conte -, l’ordine del giorno con oggetto i Parchi eolici proposto dal senatore Saverio De Bonis (Gruppo Misto).
Ecco il testo integrale:
“Il Senato, in sede d’esame del disegno di Legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi, premesso che:
in Basilicata si sta assistendo ad un proliferare incontrollato di impianti eolici; l’Associazione «Italia Nostra», che nasce per dare sostanza all’articolo 9 della Costituzione, che recita «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione», promuove tali obiettivi, ossia i beni culturali e ambientali, le città, i parchi, i paesaggi, la qualità del territorio, il risanamento ambientale della Penisola, la promozione di uno sviluppo sostenibile; tale Associazione ha più volte denunciato politiche di incentivazione dissennate, che stravolgano il mercato e introducano elementi di scarsa trasparenza nel processo di transizione dalla produzione di energia da fonti fossili a rinnovabili; in Basilicata esistono evidenti distorsioni a favore dell’eolico anche a livello legislativo regionale.
È stato chiesto al Consiglio Regionale di rivedere una norma approvata dal precedente Consiglio (che in regime di prorogatio, tra l’altro, ha approvato la legge regionale n. 4/2019, raddoppiando le potenze eoliche da 981 a 1.986 MW, in totale violazione dell’articolo 54 dello statuto regionale ed, indirettamente, dell’articolo 123 della Costituzione);
la legge Regionale 13 marzo 2019, n. 4, prevede il raddoppio del contingente di potenza elettrica da eolico installabile. Se le cose restassero così, sarebbe la fine del Paesaggio Lucano e la svalutazione pesantissima dei terreni e degli immobili dell’intera Basilicata. In Italia sono state realizzate quasi 10.000 torri eoliche per la produzione di un misero 1,5 per cento di tutta l’energia necessaria al sistema Paese. Un grande massacro del territorio, soprattutto quello delle aree interne del Centro Sud, per poche briciole di energia pulita in chiara opposizione al dettato dell’articolo 9 della Costituzione;
occorre una seria politica di efficienza e risparmio energetico. Nelle scelte di risparmio energetico si dovrebbero privilegiare interventi (sull’edilizia, sull’industria e sui trasporti) sulla base del miglior rapporto tra costi e benefici e sulla capacità di produrre nuovi posti di lavoro; occorre un impiego responsabile delle energie rinnovabili e non devastante per il territorio e il paesaggio, come nel caso dell’eolico e spesso anche del solare quando ruba terra all’agricoltura. Per questo è necessaria una revisione degli incentivi alle rinnovabili, perché non diventino fonti di rendita parassitaria e di distorsione del mercato, favorendo extra profitti alla criminalità organizzata che si è infiltrata nel ricco mercato delle energie rinnovabili. È necessario finanziare la ricerca sulle energie e formare sempre maggiori professionalità specifiche;
impegna il Governo: ad adottare iniziative e misure urgenti volte a promuovere la qualità del territorio, il risanamento ambientale della penisola e lo sviluppo sostenibile senza deturpare il paesaggio e tutelando i proprietari degli immobili limitrofi ai cosiddetti «parchi eolici»”.

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