Bari, in piazza Ferrarese celebrazione del Pasta Day

A soli 2 giorni dall’inizio dell’estate, le alte temperature non hanno fermato i visitatori del mercato contadino di Campagna Amica in Piazza del Ferrarese a Bari, allettati dalla degustazione tricolore di orecchiette al sugo fresco e basilico, al Pasta Day organizzato da Coldiretti Puglia per festeggiare assieme ai consumatori la mietitura in corso nei campi dorati della Puglia.
Dalle spighe al grano, dalle farine al pane DOP, il re delle tavole, fino alla pasta, è stata rappresentata nel ‘salotto buono’ della città l’intera filiera cerealicola, mentre infaticabili gli agricoltori continuano a trebbiare il raccolto di grano, in Piazza del Ferrarese i turisti stranieri hanno imparato dalle ‘signore che fanno le orecchiette’ a fare la pasta in casa.
Pasta fatta con grano 100% made in Puglia, con il grano ‘Cappelli’, fino ad arrivare alle modaiole alternative a base di farina di legumi, di ceci, di lenticchie e di piselli, tradizione e innovazione contraddistinguono la Puglia, il Granaio d’Italia, principale produttore italiano di grano duro con 343.300 ettari coltivati e 9.430.000 quintali di prodotto.
“Va sfruttato al massimo lo strumento dei contratti di filiera che possono riportare in trasparenza i passaggi dal grano alla pasta, supportati oggi dall’etichettatura dell’origine obbligatoria del grano per la pasta. Al contempo sta riscuotendo molto successo in Puglia la coltivazione di grani antichi, come il ‘Cappelli’, che nella campagna 2018 ha quintuplicato le superfici coltivate, passando dai 1000 ettari del 2017 ai 5000 attuali, trainato dal crescente interesse per la pasta 100% italiana e di qualità, grazie al lavoro di selezione e promozione svolto da SIS”.
Le migliori varietà di grano duro selezionate dalla Società Italiana Sementi (SIS) dei Consorzi Agrari d’Italia, da Emilio Lepido a Furio Camillo, da Marco Aurelio a Massimo Meridio fino al Panoramix, sono coltivate dagli agricoltori sul territorio pugliese che produce più di 1/4 di tutto il frumento duro italiano.
“La campagna cerealicola si preannuncia ottima per quantità e qualità e per esaltarne il valore festeggiamo la filiera a Km 0 dal grano alla pasta – spiegano gli agricoltori – ribadendo che l’origine del grano è elemento obbligatorio sulle etichette della pasta, risultato di una battaglia che abbiamo affrontato con il grande sostegno e incoraggiamento dei consumatori, con l’81% degli italiani che chiedono maggiore trasparenza rispetto a quello che portano in tavola. Fare pasta con grano 100% italiano evidentemente si può. Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy, mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%.

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