Lega-M5S, sì alla norma che consente fusioni tra banche del Sud Italia

Il Governo Lega-M5S con l’approvazione dell’emendamento al cosiddetto Decreto legge “Crescita” punta a favorire le aggregazioni degli istituti bancari del Sud Italia, risolvendo così anche le questioni finanziarie in capo alla Banca Popolare di Bari.
In particolare l’emendamento approvato dalle Commissioni bilancio e finanze della Camera, consente alle banche meridionali “di utilizzare le attività fiscali differite (Dta) trasformandole in credito di imposta fino a 500 milioni di euro in caso di fusioni”. Una norma proposta dalla maggioranza governativa Lega-M5S su ispirazione del Ministero delle Finanze e con la consulenza tecnica di Banca d’Italia.
L’opposizione partitica, a cominciare dal Pd, rileva che “si tratta di un salva banche mascherato proprio da chi della lotta al credito ha fatto una bandiera nella campagna elettorale”. La mano del Tesoro nella stesura del provvedimento (che prevede un canone annuo dell’1,5% della differenza tra dta e imposte versate) dovrebbe consentire di evitare la censura Unione europea. Il relatore al DL Crescita, il leghista Giulio Centemero, sostiene che il provvedimento avrebbe il via libera della DG Competition della Ue, tradizionale ‘bestia nera’ delle banche italiane.
Di conseguenza si andrebbe a realizzare l’ipotesi che partendo dalla Banca Popolare Bari – deve varare un aumento di capitale da 500 milioni, cedere gli npl (crediti deteriorati) e la controllata Cassa Risparmio di Orvieto – si potrebbe creare un polo bancario con Banca Popolare Puglia e Basilicata e la Banca Popolare Pugliese.
Secondo quanto afferma all’ANSA il presidente della Banca Popolare Puglia e Basilicata Leonardo Patroni Griffi, la norma «imporrà ai consigli di amministrazione degli istituti di credito una riflessione nel valutare ipotesi di aggregazione, fermo restando che queste devono creare valore per gli azionisti. È tempo che la politica affronti la crisi bancaria come quella di un altro settore quale l’acciaio evitando le decisioni emergenziali».
Mentre Marco Jacobini, presidente da molti anni della Banca Popolare di Bari sottolinea che «È un emendamento che ci auguriamo metta fine ad un lunghissimo periodo di incertezze iniziato nel 2015 con il decreto di urgenza Renzi sulle Popolari immediatamente dopo il nostro salvataggio di Tercas e che ha trovato il suo culmine nella iniziale condanna per aiuti di stato poi clamorosamente smentita dal tribunale europeo».

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