Taranto sede di un corso universitario in Medicina

A partire dal prossimo anno Accademico 2019/2020 Taranto sarà sede di un corso universitario in Medicina. L’impegno è stato annunciato dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano “nell’ottica – si legge nel provvedimento – di un potenziamento del sistema sanitario nel territorio ionico, da tempo sottoposto a criticità ambientali, ed in considerazione del quadro di interventi formativi già avviati dall’Università degli Studi di Bari”.
Il capoluogo ionico diventa ufficialmente la sede didattica del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia in lingua italiana che accoglierà 60 studenti al primo anno di corso.
In particolare al fine di garantire la sostenibilità della sopra menzionata sede didattica la Regione si impegna ad erogare il finanziamento necessario per il reclutamento di 5 Ricercatori universitari nonché ad avviare, in accordo con l’Ateneo barese, le procedure finalizzate alla clinicizzazione di posti letto ospedalieri presso il presidio ospedaliero SS. Annunziata, nella fattispecie ritenuti indispensabili per lo svolgimento delle attività assistenziali, inscindibilmente connesse a quelle di didattica e ricerca”.
“L’iniziativa” – spiegano il Magnifico Rettore Dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio e il Presidente della Scuola di Medicina dello stesso Ateneo, Loreto Gesualdo, protagonisti insieme al presidente Emiliano di questo risultato storico per la Puglia – permetterà di realizzare un obiettivo che non è solo la formazione a livello di eccellenza dei giovani ma anche un preciso impegno per la crescita culturale e, conseguentemente, socio-economica del territorio, convinti che il riscatto della provincia tarantina passi attraverso questo importante programma ideato in sinergia con le istituzioni locali e il mondo accademico”.
“Le criticità ambientali del territorio Jonico – aggiunge il presidente Gesualdo – che hanno un importante impatto sulla salute della popolazione, necessitano di adeguati interventi di politica sanitaria che possano coniugare in maniera trasversale modelli culturali e offerte assistenziali. Ed in tema di salute e benessere della popolazione, la politica sanitaria non può che parlare il linguaggio della scienza e della ricerca. Per offrire quindi organizzazione e potenziamento dei sistemi sanitari in una area critica e con un grande bisogno di interventi in tema di salute, il principale interlocutore delle Istituzioni politiche non può che essere l’Università. La risposta alla domanda di salute dei cittadini non può infatti che passare attraverso la crescita culturale e la messa in rete di progetti di ricerca scientifica che conducano infine ad un miglioramento delle cure e della gestione dei determinanti della salute”.

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