A Bari trecento studiosi di galassie materia e antimateria

A Bari da ieri e per una settimana presso villa Romanazzi si svolge la XVIII edizione della Conferenza internazionale “Strangeness in Quark Matter”. Oltre 300 studiosi della materia provenienti da tutto il mondo per presentare i nuovissimi risultati ottenuti al Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra ed in altri laboratori europei, americani e russi.
Gli scienziati mirano a creare in laboratorio le più piccole gocce liquide del plasma primordiale. Da questi studi si potrà capire come l’Universo sia evoluto per formare Galassie dominate dalla materia e come l’antimateria si sia estinta. Le tecnologie sviluppate per queste ricerche trovano ricadute nei campi del vuoto, dei magneti, dell’informatica e della medicina nucleare.
Indietro nel tempo fino all’inizio del tempo, fino a quando tutto è cominciato, circa 14 miliardi di anni fa. Questo è il contesto su cui la ricerca scientifica, la fisica nucleare mondiale si interroga, indaga.
Un esercizio di ricerca, non solo filosofico (da dove veniamo), ma che comporta ampie ricadute nella vita dell’uomo, nello sviluppo tecnologico moderno, nelle applicazioni: medicina nucleare, informatica, magnetismo, vuoto, solo per citarne alcuni.
Le ricerche degli scienziati partono dalla ricostruzione in laboratorio dei primi attimi di vita dell’universo dopo il Big Bang, quando cioè tutta la materia, di cui siamo fatti, era sciolta in una zuppa primordiale, il plasma di quark e gluoni.
Gli scienziati mirano dunque, a creare in laboratorio le più piccole gocce liquide del plasma primordiale (500 milioni di gradi), la materia presente pochi istanti dopo il Big Bang: ‘Goudy Old Style’ quando l’Universo consisteva di un miscuglio denso e caldo 100.000 volte più caldo dell’interno del Sole di quark e gluoni (la temperatura del Sole varia da 5000-15 milioni di gradi centigradi).
L’espansione e il raffreddamento del sistema condussero quark e gluoni stessi a formare nucleoni (neutroni e protoni), che a loro volta diedero origine ai primi nuclei. Nella ricerca più recente, facendo collidere ioni di elementi pesanti come i nuclei di Piombo alle energie elevatissime (ultra-relativistiche) consentite dalle moderne macchine acceleratrici (come LHC del CERN), si può ricreare quell’ambiente primordiale e accedere alla comprensione dei meccanismi fondamentali dell’interazione nucleare forte. Uno degli indicatori della formazione del plasma negli scontri tra ioni è legato alla produzione di particelle molto particolari, contenenti almeno un quark “di tipo s” (detto anche “strano”): per questo la misura di particelle strane o “stranezza” viene evocata nel titolo della conferenza. Da questi studi si potrà capire come l’Universo sia evoluto per formare Galassie dominate dalla materia e come l’antimateria si sia estinta.
La conferenza è stata organizzata congiuntamente dal Dipartimento Interateneo di Fisica “M. Merlin” dell’Università e del Politecnico di Bari e dalla locale sezione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), con il supporto del CERN di Ginevra, del GSI di Darmstadt, dei laboratori BNL di New York, della Società Italiana di Fisica e del Centro Fermi.

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