Sud Italia, nelle imprese pochi manager e finanche sottopagati

Le imprese del Sud «hanno in organico una presenza di manager nettamente inferiore rispetto al Centro Nord e c’è un forte divario nei compensi: 35mila euro in più se si lavora nel settentrione”. Dati che emergono da una ricerca dell’Osservatorio Manager su dati di Inps, Unioncamere Excelsior e Istat.
L’Osservatorio calcola «il grado di managerialità delle imprese» confrontando le «quote di occupazione» nelle diverse categorie professionali.
«Nel Mezzogiorno i dirigenti, rispetto al totale delle categorie professionali, sono appena il 6% contro il 72% del Nord e il 21% del Centro. I quadri, invece, al Sud sono l’11% contro il 67% del Nord e il 22% del Centro».
Il rapporto evidenzia che «molto dipende dal forte decremento di figure manageriali causato dalla crisi economica: tra il 2008 e il 2016 le imprese meridionali hanno perso circa 8mila unità, passando da 126.000 a 118.000 dipendenti totali».
Non mancano «grandi differenze anche per quanto riguarda i compensi: un manager di un’azienda del Nord guadagna in media 144.000 euro lordi l’anno contro i 109.000 di un suo omologo del Sud», ed una «differenza consistente anche in prospettiva: secondo i dati di Unioncamere Excelsior (anno 2017) le entrate previste, per quanto concerne i dirigenti, sono 4.440: di queste 3.540 al Nord, 580 al Centro e solo 320 al Sud».
Le cause, secondo l’Osservatorio Manager, «risiedono maggiormente nella visione culturale delle aziende meridionali, composte nel 95 per cento dei casi da famiglie che preferiscono distribuire gli incarichi all’interno dei propri nuclei piuttosto che affidarsi a manager esterni».
Ma incide anche «una disciplina legislativa poco favorevole alle assunzioni e un carico fiscale e retributivo che rende molto complicato, per un’impresa di micro o piccole dimensioni, dotarsi di figure professionali specializzate».

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