Arpal, la cassanata del presidente Michele Emiliano

“Emiliano ha fatto una cassanata!”. È il commento del gruppo – presente nel Consiglio regionale pugliese Direzione Italia (Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini) – a fronte del risultato della votazione della mozione finita in parità (22 a 22) con al centro l’Arpal, agenzia regionale per il lavoro.
Scrivono i consiglieri:
“Emiliano ha fatto una cassanata! Il presidente magistrato (in aspettativa) che ha fatto della legalità il suo core business da oggi, di fatto, autorizza tutti i pugliesi a non rispettare le Leggi, ma a rifarsi a più generici principi generali. E che la sua sia stata una ‘cassanata’ lo hanno capito anche alcuni suoi consiglieri di maggioranza che hanno votato la nostra Mozione su Massimo Cassano (ex Forza Italia, ex seguace di Angelino Alfano, tornato di nuovo in Forza Italia alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, non eletto; nominato dal presidente Michele Emiliano, Pd, commissario Arpal, ndr) che non è passata per un solo voto.
Quel 22 a 22 apparso sul tabellone ‘salva’ Cassano come commissario Arpal, ma boccia le scelte politiche di Emiliano che oggi si è arrampicato sugli specchi per giustificare una nomina che ancor di più, nel corso del dibattito in Aula, è apparsa di stampo elettorale: l’Arpal è stata la ‘poltrona’ dove far approdare Cassano, per convincerlo a passare con il centrosinistra alla vigilia delle Europee e delle Amministrative. In cambio Cassano ha formato e presentato liste in alcuni dei Comuni dove si votava a favore dei candidati sindaci di centrosinistra. Emiliano, che si è presentato in aula solo oggi, ha non solo consentito che avvenisse tutto questo, ma oggi non ha saputo neppure indicare in virtù di quale articolo di legge ha potuto nominare Cassano commissario. Nella Legge istitutiva dell’Arpal non c’è”.

Potrebbe piacerti anche Altri di autore