Salento, maltempo azzera l’80% del fatturato delle imprese balneari

“Un calo degli introiti che nei mesi di aprile e maggio 2019 sfiora l’80 per cento. Una batosta per gli imprenditori balneari, impotenti contro condizioni meteo che hanno portato pioggia e temperature autunnali”. Pertanto il presidente di Sib Confcommercio Lecce, Alfredo Prete, chiede al segretario della commissione regionale Abi (associazione banche italiane), Vincenzo Panzarino, la possibilità di considerare una moratoria (cioè, momentanea sospensione in via straordinaria delle scadenze sulle rate di finanziamento per un periodo di almeno 12 mesi) per gli imprenditori del settore.
«Le aziende del settore – rileva Prete – a causa delle avverse condizioni meteo hanno subito una gravissima riduzione dei fatturati. Il calo, che si attesta intorno all’80% rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti, sta determinando una situazione di difficoltà oggettiva rispetto agli impegni assunti dagli operatori con gli istituti bancari».
Si auspica una riunione tra l’Abi e l’associazione di categoria che potrebbe essere anche aperto alle istituzioni più rappresentative del territorio, alle quali spetta anche una responsabilità politica verso ciò che, in altri settori produttivi, si identifica come stato di calamità naturale.
L’obiettivo del sindacato salentino è quello di equiparare le perdite economiche sofferte dal mondo balneare a quelle da sempre riconosciute al mondo agricolo come meritevoli di sostegno. E del resto in quest’ottica, già il Sib nazionale si è rivolto al Ministro Gian Marco Centinaio.
«A maggio e in questo inizio di giugno – continua Prete – in tutta Italia gli ombrelloni sono chiusi, le spiagge deserte, le mareggiate hanno fatto la loro disastrosa parte, e il freddo e la pioggia sono stati gli unici ospiti delle strutture sulla costa. Strutture che pure, in gran parte, sono stanziali, con tutti i costi fissi che questo comporta: il servizio di salvataggio, già operativo per Legge, i dipendenti del bar, i vigilantes, e poi le bollette, i fornitori, e il personale dei ristoranti. Una vera e propria paralisi del settore: una situazione preoccupante che non vede applicati però al turismo i benefici previsti dalla normativa vigente per l’agricoltura, come la riduzione del pagamento degli oneri previdenziali».

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