Il forno di una volta in Matera raccontato da Nicola Rizzi

“Questo racconto non sarebbe stato scritto, se non fosse intervenuta una insistente richiesta di Peppino Mitarotonda, che cerava ispirazione per le sue maioliche istoriate; né sarebbe stato pubblicato, se non fossero intervenuti gli incoraggiamenti e i consigli di Giovanni Caserta. A loro vanno i più sentiti ringraziamenti.Naturalmente la linfa vitale non poteva essere l’affetto per Ciccill e Rirì”.
Parole scritte da Nicola Rizzi nel libro “C’era una volta il forno di una volta”, con illustrazioni delle maioliche realizzate dal maestro ceramista Peppino Mitarotonda, BMG editore.
Il prof. Giovanni Caserta nella prefazione mette in luce che “Il forno è l’infanzia, la famiglia di Nicola Rizzi, un padre e una madre che compiono immani sacrifici per sbarcare, essi per primi, il lunario e assicurare una vita migliore ai figli. Con loro e intorno a loro palpita un mondo che, tra il 1950 e il 1960, è in una fase critica, tra rimpianto e attesa, nostalgia e speranza. A questo punto non è la descrizione del pane e del suo farsi a interessare il lettore, ma il sentimento che vi circola…. Su quel mondo, però, un giorno arrivarono lo svuotamento dei Sassi, l’emigrazione, la dispersione nei nuovi rioni, nuove abitudini. Ciccillo ridusse le tre infornate quotidiane a due, poi a una. Quindi chiuse il suo forno e gli voltò le spalle, ritenendo esaurita la sua “missione”. Forse fu giusto che, quasi contemporaneamente, si chiudesse anche la sua esistenza”.
Un volume che rimembra quel prezioso sentimento del tempo, dentro e fuori i Rioni Sassi (sentimento da più anni scomparso o, peggio, manomesso dal micidiale turismo consumistico), e tiene conto del fatto che “La tradizione è custodia del fuoco non adorazione della cenere” (Gustave Mahler).
Manoscritto che è in vendita nelle poche e tenaci librerie esistenti nella Città dei Sassi: dal 1993 patrimonio dell’Unesco e dal 2014 capitale europea della cultura 2019.

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