Taranto, danza teatro e musica classica al Museo archeologico
 

Nell’ambito del proficuo rapporto di collaborazione esistente tra il Museo archeologico nazionale di Taranto e il Crest vengono messi in scena nel suggestivo chiostro del Museo due spettacoli di danza contemporanea: parte del progetto triennale del Crest “Heroes” in collaborazione con l’Associazione culturale “Tra il dire e il fare” di Ruvo e sostenuto dalla Regione Puglia.
La performance artistica dal tema profondamente legato al mito incontra così la sua sede più naturale, il MArTA, casa di uomini, dei ed eroi, custode delle tracce preziose da essi lasciate e testimonianza dell’umano bisogno di coltivare miti, oggi come ieri.
Miti che sono anche i protagonisti di una serie di iniziative che il Museo sta proponendo ai suoi visitatori all’interno della programmazione culturale legata alla mostra temporanea MitoMania. Storie ritrovate di uomini ed eroi, visitabile fino al 10 novembre, perché, come ricorda la Direttrice del MArTA, Eva Degli Innocenti: “Il Mito rappresenta la memoria di un territorio che si rispecchia nel proprio Museo quale elemento di continuo sviluppo tra passato, presente e futuro”.
Oggi, ore 18:00, si inizia con Trittico. Cantillazioni, un’opera in tre miniature che vive nella contaminazione di diversi codici espressivi, quali la danza, il teatro di figura, l’arte visiva e la musica classica indiana, attraversando il mito nella sua dimensione più ampia, nel punto in cui si confondono le storie e le culture.
Al centro vi è l’immagine della vacca/toro che attraversa le storie mitiche di molte culture apparentemente distanti, rappresentando sempre un simbolo legato alla fertilità, alla creazione e agli dei.
“Abbiamo attinto al mito non per narrarlo, ma per restituirlo in immagini e movimento attraverso il linguaggio poetico”, affermano le coreografe e danzatrici Amalia Franco e Anna Moscatelli, accompagnate dal vivo dal suono della dilruba, antico strumento indiano in cui eccelle Renata Frana.
Sempre alle ore 18:00, sabato 15 giugno secondo appuntamento con Trittico. Lasciare andare con grazia, opera per corpi danzanti e corpi inanimati ispirata alla Medusa.
I testi tratti da Rainer Maria Rilke e le particolari marionette di Amalia Franco accompagnano la performance di danza della stessa Franco, dando corpo a tre vivide rappresentazioni di Medusa e agli effetti che la sua chioma serpentina produce: gli uomini si fanno pietra dinnanzi al suo sguardo.
Due opere di grande suggestività create e curate da giovani artiste danzatrici/performer che, nate in Puglia, sono cresciute studiando e formandosi nel confronto con scuole e maestri di fama internazionale, come Natacha Belova, IfoperatorProduction, Trinity Laban Conservatoire of Music&Dance, Usta Daud Khan Sadozai.
Attualmente danzano per Kirstie Simpson e Joclecio Azevedo, in Italia con Sosta Palmizi.

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