Bollo auto, le Regioni possono introdurre esenzioni fiscali

“Le Regioni sono libere di introdurre esenzioni fiscali sul bollo auto”. È quanto deciso dalla Corte costituzionale, che investita nuovamente di una questione relativa a norme regionali sul “bollo auto”, ha precisato la propria giurisprudenza in materia.
Le peculiarità attribuite alla tassa automobilistica impongono alle Regioni soltanto di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale. In base alla pronuncia, pertanto, per sviluppare un’autonoma politica fiscale in funzione di specifiche esigenze, le Regioni possono introdurre esenzioni anche se non previste dal legislatore statale.
Il dispositivo dei giudici costituzionali è contenuto nella la sentenza n. 122 depositata il 20 maggio, di cui è relatore il giudice Luca Antonini.
Nel 2016, solo sulla manutenzione e riparazione/acquisto di ricambi o accessori e pneumatici, l’Iva ha alleggerito le tasche degli italiani di 10,2 miliardi di euro (pari al 14% della spesa totale).
L’Iva sull’acquisto degli autoveicoli, invece, è costata poco più di 7 miliardi di euro (9,8% del totale), mentre il bollo auto ha assicurato alle casse delle Amministrazioni regionali 6,6 miliardi (9,1 % del totale).

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