Sempre attuale la visione di Aldo Moro sull’Europa e il Mediterraneo

L’Europa è nel Mediterraneo e l’una e l’altro devono restare un luogo di pace: sembrano dichiarazioni ascoltate in questa vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento continentale, sono invece una sintesi del pensiero di Aldo Moro. Basterebbero queste considerazioni a dimostrare l’attualità del suo pensiero, come ha messo in risalto l’on. Gero Grassi, già componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso, introducendo l’incontro, settimo, che chiude il primo anno del progetto biennale “Moro: Educatore”.
Rivolta ai docenti di Lettere, storia, filosofia, diritto delle medie e superiori e promossa dal Consiglio regionale della Puglia, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, l’IPSAIC e la Società Italiana di Scienze Umane e Sociali (SISUS), l’iniziativa di formazione vuole celebrare la figura dello statista di Maglie, valorizzare il suo contributo come docente, costituente e statista e ricordare il sacrificio e la morte, nel 1978.
Gli interventi di due docenti dell’Università di Bari, Antonio Incampo ordinario di filosofia del diritto e Federico Imperato del Dipartimento di scienze politiche, hanno sviluppato i temi “Moro e lo Stato” e “Moro e il mare Mediterraneo”.
Argomenti al centro del dibattito di questi tempi, hanno concordato i relatori e quindi temi attuali, come la visione di Moro, che riusciva a coniugare la politica interna a quella internazionale, le considerava legate strettamente, indivisibili.
Da Ministro degli Esteri – quasi ininterrottamente dal 1969 al 1974 – cercò sempre di fare assumere alla CEE un ruolo più incisivo nello scacchiere geopolitico mediterraneo e mediorientale. Era convinto, peraltro, che in quello scenario anche l’Italia poteva superare una condizione di minorità nel contesto europeo e atlantico, con un protagonismo nelle relazioni col mondo arabo e un impegno nella soluzione del conflitto tra Israele e i Paesi musulmani confinanti.
Grassi e i relatori hanno ricordato non a caso la frase pronunciata da Moro, inaugurando la Fiera del Levante nel 1975 da capo del Governo: “Nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa e nel Mediterraneo, poiché l’Europa intera è nel Mediterraneo”.
Non uno slogan, ma una rotta da seguire: una lezione di politica internazionale.
Il progetto “Moro: Educatore” riprenderà ad ottobre prossimo. Interverranno, tra gli altri, i presidenti delle due commissioni bicamerali d’inchiesta, giornalisti, magistrati e il comandante dei RIS dei Carabinieri, che hanno “vivisezionato” a quasi quarant’anni di distanza le indagini sul delitto.

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