De Bonis e Cunial, fare chiarezza sul disseccamento che sta devastando l’olivicoltura pugliese

Il Senatore Saverio De Bonis e la Deputata Sara Cunial del Gruppo Misto informano sulla questione Xylella – che da più mesi sta distruggendo l’olivicoltura pugliese, soprattutto in Salento – alla luce del provvedimento di archiviazione emanato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce Alcide Maritati, che ha accolto la medesima richiesta avanzata dal Procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e dal Sostituto Roberta Licci.
Ecco la nota dei due parlamentari:
“‘Irregolarità, pressapochismo, negligenza’ così il GIP nell’Ordinanza di archiviazione si esprime in merito ai soggetti coinvolti nella vicenda Xylella sottolineando i comportamenti ‘assolutamente disarticolati, tardivi, caratterizzati da scarsa trasparenza e professionalità e non consoni complessivamente alla gestione dell’emergenza’. Importante il passaggio in cui si asserisce che, ancora oggi, ‘non vi è chiarezza scientifica né sulla piena conoscenza del fenomeno naturale, né sulle sue cause e, tanto meno, sui rimedi’. Alla faccia di chi sbandiera la tanto proclamata verità scientifica univoca e condivisa. Tutto ciò conferma nuovamente, e come sottolineato anche da diversi auditi in Commissione, che non vi è alcuna certezza scientifica sul fenomeno disseccamento, né sulle cause né sui rimedi e che attorno a questa questione ruota un sistema evidentemente in dolo che presenta numerose criticità e poca trasparenza.
Anche per questo continueremo a lavorare per fare chiarezza su una faccenda che di chiaro ha ben poco.
Ho presentato un’interrogazione e un accesso agli atti per chiedere al Ministro Centinaio e all’Osservatorio Fitosanitario le analisi che attestino la presenza del batterio sull’ulivo di Monopoli dichiarato infetto – afferma Cunial – A dicembre 2018 infatti Selge (organo di riferimento dei Commissari Europei), supportata dalle analisi confermate dal Cnr, ha notificato che quell’ulivo era risultato positivo a Xylella. Oggi invece la Regione Puglia emana un’informativa urgente dichiarando che il medesimo ulivo da ‘ulteriori’ accertamenti risulta negativo a Xylella. Stiamo parlando della pianta che ha permesso loro di allargare la zona infetta ed estendere quella di contenimento fino al capoluogo pugliese.
Un’estensione basata su un falso – affermano i parlamentari. Se questa è l’efficienza e la credibilità dei monitoraggi c’è da chiedersi quali e quanti altri errori siano stati fatti in tutti questi anni. Quanti soldi sono stati buttati in analisi che a quanto pare sono tutto fuorché affidabili? Di che presa in giro stiamo parlando? Chi risarcirà quegli olivicoltori che già hanno estirpato, magari ulivi completamente sani? Se questi sono i risultati, sarebbe opportuno chiedersi chi controlla i controllori. Ma soprattutto sarebbe opportuno fermare immediatamente gli abbattimenti, vista l’infondatezza scientifica degli stessi, l’assenza di prove della loro efficacia e l’assoluta mancanza di certezza degli alberi infetti.
È tempo di iniziare a gestire la questione con metodo e rigore. Anche perché pure l’urgenza data dall’emergenza stride con quanto concluso dal Gip. Negli atti si legge che i ceppi di Xylella importati nel 2010 da alcuni indagati per farne oggetto di studi e, ‘verosimilmente, di sperimentazione in campo’ non sono stati all’origine della diffusione del batterio che aveva già iniziato (presumibilmente dagli anni 2000), al momento delle importazioni e sperimentazioni, la sua progressione. Questo significa che, come evidenziato da numerosi scienziati nazionali e internazionali, parlare di emergenza è totalmente inappropriato. Ed è quindi criminale – concludono i due parlamentari – fondare su una finta emergenza la devastazione del territorio pugliese e dello Stato di Diritto predisposta nel Decreto Emergenze in questi giorni al vaglio del Senato”.

Potrebbe piacerti anche Altri di autore