Cooperativa Alessia, TAR boccia per la seconda volta il Comune di Matera

Il Tribunale amministrativo regionale di Basilicata, per la seconda volta in meno di un anno, boccia il Comune di Matera sulla questione della Cooperativa Alessia s.c.a.r.l. (sede legale Matera, presidente Cosimo Damiano Fragasso) con oggetto la realizzazione di 18 alloggi di edilizia residenziale pubblica in contrada Granulari, e lo condanna al pagamento di 4.000 euro per spese processuali.
I requisiti soggettivi dei soci della Cooperativa, scrive il Tar, non sono stati di nuovo verificati e il Comune non avrebbe dovuto autorizzare la ripresa dei lavori dopo il precedente annullamento del permesso a costruire.
La Cooperativa Alessia con una variante al Piano regolatore generale aveva inizialmente ottenuto, da parte del Comune della Città dei Sassi patrimonio Unesco, l’approvazione di interventi di edilizia residenziale pubblica per la realizzazione di alloggi destinati ai propri soci in Contrada Granulari: a patto che, preliminarmente, il Comune verificasse i requisiti soggettivi degli 89 soci della stessa Cooperativa.
A gennaio 2018 un gruppo di residenti del Rione ricorreva ai Giudici del Tar, eccependo tra l’altro proprio la mancata verifica da parte del Comune dei requisiti dei soci del sodalizio cooperativo.
Il 16 agosto 2018, con sentenza n. 557, il Tar accoglie l’istanza dei residenti e annulla la convenzione tra il Comune e la cooperativa. Di conseguenza dichiara nullo anche il relativo permesso a costruire rilasciato il 3 aprile 2018.
Ma i suddetti pronucniamenti dei Giudici non bloccano l’intervento edilizio. Il Comune infatti sottoscrive una nuova convenzione con la Cooperativa Alessia, e il 14 novembre 2018 dispone anche la “conferma” del permesso a costruire dell’aprile 2018.
Pertanto alcuni residenti del quartiere si vedono costretti a presentare ulteriore ricorso dinanzi al Tar.
La nuova sentenza del Tribunale regionale amministrativo numero 186 pubblicata il 20 febbraio 2019 (Giudice presidente Giuseppe Caruso, estensore Benedetto Nappi, il Comune difeso dall’avv. Giuseppe Franchino, i cittadini dall’avv. Aldo Noschese mentre Cooperativa Edilizia Alessia e Curia Arcivescovile di Matera-Irsina non si costituiscono) censura per la seconda volta l’operato del Comune scrivendo che: “la verifica sui requisiti dei soci, operata mediante l’acquisizione di semplici autodichiarazioni, senza procedere ai relativi controlli, è insufficiente e non può essere rinviata al momento dell’assegnazione degli alloggi”.
L’Amministrazione comunale viene censurata anche per aver confermato il permesso a costruire del 3 aprile 2018, che invece la precedente sentenza del Tar n. 557/2018 dichiarava nullo, come nulla era la convenzione dal quale tale permesso discendeva.
Ma i cittadini non demordono. In attesa del parere del Consiglio di Stato sulla delibera comunale di approvazione alla variante del Piano regolatore per quell’area, in una lettera inviata al Comune sostengono che “in conseguenza dei ripetuti annullamenti del Tribunale amministrativo regionale le opere realizzate dalla Cooperativa Alessia sono da ritenersi abusive”.
Dunque chiedono l’applicazione degli articoli 27 e 31 del Dpr n. 380/2001, e quindi il “ripristino dello stato dei luoghi attraverso l’immediata demolizione delle opere realizzate in assenza di permessi per costruire”.

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