Puglia, 71 mila domande per il reddito di cittadinanza

Nel mese di marzo scorso 71.735 pugliesi hanno presentato domanda per il Reddito di cittadinanza: 8,9% del totale nazionale (808 mila domande). I dati sono resi noti dall’assessorato regionale pugliese al Welfare.
Per il 60% si tratta di domande presentate da donne; solo il 22,6% sono domande presentate da persone in età tra i 25 e i 40 anni, mentre oltre il 61,25% ha più di 40 anni. Ventimila le domande pervenute dalla provincia di Bari, di cui quasi la metà dalla città capoluogo. Di queste oltre 70mila domande, circa un terzo è stato presentato nei Caf, le altre online e agli sportelli postali.
«Il Reddito di Cittadinanza ha attratto soprattutto cittadini ultraquarantenni e ultracinquantenni, che tipicamente hanno più anni di disoccupazione e che, quindi, relativamente meno impegneranno i Centri per l’Impiego e i ‘navigator’ che verranno» spiegano i funzionari della Regione.
Sulla base della prima profilatura dei richiedenti Reddito di cittadinanza l’assessorato potrà definire il nuovo Reddito di Dignità, dando «copertura a chi non ha i requisiti per presentare domanda RdC o a chi non ha ritenuto credibile la proposta RdC».
Nel frattempo la CGIL Puglia protesta contro l’Arpal, agenzia per le politiche del lavoro della Regione Puglia nata con legge regionale del 29 giugno 2018, il cui commissario straordinario è l’ex senatore Forza Italia Massimo Cassano nominato dal presidente Michele Emiliano.
«Mancanza di iniziative – scrive il sindacato – per implementare i Centri per l’impiego e attivare sinergie con tutte le agenzie private per il lavoro e i soggetti abilitati e accreditati in Puglia nonostante l’Arpal sia nata con questa finalità».
«Non c’è ancora un piano organico di interventi – rileva Cgil – né una definizione puntuale delle risorse: ad oggi i Centri per l’impiego pugliesi sono privi di risorse umane, finanziarie e strutturali aggiuntive, adatte ad accogliere i disoccupati e quindi sono tragicamente insufficienti per numero e dotazione organica per affrontare non solo le sfide delle novità introdotte dal decreto legge 4/2019, con il reddito di cittadinanza, ma anche per attuare quanto previsto dal Decreto legislativo 150/2015».
«Cgil Cisl Uil – prosegue la nota – hanno più volte ribadito all’Assessore al lavoro regionale e al Commissario dell’Arpal come sia arrivato il momento di rendere strutturali le politiche attive, di trovare le risorse stabili per finanziarle, di utilizzare le risorse comunitarie del Por Puglia e di collegare le politiche ai tavoli di crisi della task force regionale. Siamo consapevoli che nonostante le roboanti dichiarazioni del Governo nessuna nuova assunzione nei Centri per l’impiego è stata realizzata, ma nemmeno la Regione si è dotata di un piano d’intervento per affrontare le croniche carenze dei Centri».
Le stesse Regioni inoltre hanno ribadito al Ministro Di Maio, nell’ultimo incontro Stato-Regioni, che i Centri «hanno bisogno di 7.600 nuove assunzioni qualificate a tempo indeterminato».
«Di tutto questo non c’è consapevolezza in Puglia e l’incontro di presentazione dell’Arpal che il Commissario straordinario ha realizzato alla presenza del Presidente nazionale dell’Anpal lo ha dimostrato». Così, «sarebbe opportuno un incontro con il Presidente Emiliano», conclude la Cgil.

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