Facebook vuole promuovere notizie (giornalismo) di alta qualità

Facebook studia una sezione (“surface”) dedicata alle notizie di alta qualità all’interno della quale potrebbe remunerare gli editori per i contenuti postati sul social network. A parlarne è Mark Zuckerberg in una videointervista fatta da lui stesso a Mathias Döpfner, manager di Axel Springer il più grande editore in Europa.
“L’obiettivo principale della nostra strategia è quello di assicurarci che il giornalismo digitale possa prosperare”, esordisce Döpfner spiegando come Axel Springer sia focalizzata proprio sul digitale: “abbiamo solo due quotidiani di carta e il resto del portafoglio è digitale, dal digitale proviene l’84% dei nostri ricavi, meno del 10% della raccolta pubblicitaria viene dalla stampa”.
Nel corso della conversazione Zuckerberg parla dell’ipotesi di trovare una risposta all’interno di Facebook a quegli “utenti che vogliono più notizie”. Un’opportunità simile a quanto avvenuto con Facebook Watch per i video e sulla quale all’interno dell’azienda si è da tempo cominciato a pensare. Per farlo “potremmo instaurare una relazione diretta con gli editori affinché i loro contenuti possano essere disponibili, a patto che si tratti di contenuti di alta qualità”.
Döpfner è convinto che “i giornali di carta scompariranno”, ma è altrettanto convinto che il “giornalismo di qualità” su Internet vive soltanto sulla base di una qualche forma di “remunerazione”.
E Zuckerberg, sollecitato dall’editore sull’ipotesi di introdurre un “canone” (“licensing fee”) piuttosto che sposare un modello filantropico di finanziamento al giornalismo di qualità, risponde: “penso che sia qualcosa su cui dobbiamo effettivamente riflettere”, perché, in una simile prospettiva, la “relazione tra noi e gli editori” si porrebbe su di un “piano diverso” da come è stato finora, dove “noi mostreremmo contenuti sulla base della convinzione che siano di alta qualità, contenuti verificati”.
Il video, che dura un’ora ed è stato girato a Berlino per essere poi pubblicato sul profilo personale di Zuckerberg è il primo, come spiega lui stesso, “di una serie di discussioni sul futuro della tecnologia e della società” che verranno prodotti quest’anno.

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