Banche, sindacati chiedono aumento mensile di 200 euro

I segretari generali dei sindacati dei bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisib confermano la tabella di marcia messa a punto e si vedono fiduciosi sul buon esito delle assemblee in programma. Queste si terranno tra aprile e maggio 2019 per approvare la piattaforma con oggetto il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto a fine 2018 e prorogato sino al 31 maggio 2019.
I vertici sindacali del credito puntualizzano che i prossimi incontri partiranno il 2 aprile e avranno termine il 24 maggio, con uno stop tra il 26 aprile e il 6 maggio per le festività.
Se la piattaforma vedrà la luce, mettendo d’accordo le differenti voci, verrà poi presentata all’Abi (associazione bancaria italiana) presumibilmente ai primi di giugno rpossimo.
“Siamo fiduciosi che le assemblee verranno fatte su tutto il territorio nazionale e confidiamo anche nel risultato” dichiarano Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi, Emilio Contrasto, segretari dei sindacati. “Noi – ha continuato Sileoni facendosi portavoce anche degli altri – vogliamo una sintesi economica decente. L’aumento di 200 euro va nella direzione di premiare i sacrifici fatti dai lavoratori per fare uscire dal tunnel il sistema bancario. Se le assemblee dei lavoratori saranno favorevoli alla richiesta di aumento di 200 euro ci batteremo fino alla morte per ottenerlo. Siamo la categoria più sindacalizzata d’Italia e d’Europa, con oltre l’80% dei dipendenti iscritti ai sindacati. Non ci dovranno stimolare né provocare – ammonisce – perché come siamo scesi nelle piazze tre anni fa siamo pronti a farlo di nuovo”.
Per quanto riguarda il modello sperimentale di contratto ibrido proposto da Intesa Sanpaolo, il quale vede un 50% di dipendenti e un 50% di promotori finanziari, il segretario della Fabi lo commenta paragonandolo ad un mostro a due teste.
A tal proposito sostiene che “Ancor più mostruosa è un’altra filosofia strisciante, quella del salario a due velocità, variabile in base ai risultati raggiunti, che qualche amministratore delegato vorrebbe. Se lo sognano e questo sogno diventerà un incubo”.

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