Corte dei Conti Puglia, cresce l’uso illecito dei soldi pubblici

«La Corte svolge la sua attività a garanzia soprattutto dell’equilibrio economico, quindi un patto generazionale. Noi cerchiamo di fare il possibile perché il futuro del nostro Paese, attraverso anche il ruolo della Corte, possa essere un futuro roseo, avvicinando i giovani alle istituzioni». Parole del presidente nazionale della Corte dei Conti, Angelo Buscema, aprendo a Bari la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti della Puglia.
“La Corte è una, è unitaria – ha precisato Buscema – ma nei territori è vicina alle comunità e soprattutto rende testimonianza del suo ruolo di garanzia che deve svolgere per affiancare le collettività per giungere al conseguimento della utilizzazione proficua ed economica delle risorse pubbliche. È un ruolo delicato che la Corte svolge insieme alle comunità».
Nel 2018 la Corte dei Conti pugliese si è occupata prevalentemente di indebite percezioni di contributi pubblici (il 27% del totale dei procedimenti) e di illeciti commessi dalle società cui i Comuni affidano la riscossione dei tributi locali. Sono i due aspetti evidenziati nella relazione del presidente della Sezione Giurisdizionale Francesco Paolo Romanelli. In totale le sentenze di condanna sono state 93 per un danno complessivo di 33,2 milioni di euro.
«Questo deleterio fenomeno di illecito utilizzo, e dunque di sperpero, delle risorse pubbliche destinate dal legislatore nazionale e dagli organismi comunitari ad investimenti produttivi per favorire la crescita economica (per lo sviluppo delle aree disagiate del Mezzogiorno, Pon e Por, fondi per l’agricoltura, Fondi strutturali europei per l’imprenditoria giovanile, ndr), ha assunto in questa regione carattere di preoccupante generalità» è scritto nella relazione.
«Il danno accertato l’anno scorso dalla sezione giurisdizionale Puglia è pari al 25% di quello nazionale – ha spiegato Romanelli – noi in questi casi riusciamo a recuperare qualcosa perché agiamo anche nei confronti delle persone fisiche che si sono avvalse dello schermo societario per poi appropriarsi dei soldi pubblici».
«La falla – ha aggiunto il presidente – è nei controlli amministrativi che dovrebbero essere effettuati durante la gestione delle opere finanziate da parte delle amministrazioni che elargiscono le somme e noi qualche volta citiamo a titolo di colpa anche coloro che non hanno controllato».
Le azioni conseguenti all’illecito utilizzo di contributi e finanziamenti pubblici hanno portato, da parte della Procura della Corte dei Conti pugliese, a 33 atti di citazione nel 2018, +10%, per un ammontare complessivo di circa 10 milioni di euro, +100% rispetto al 2017.
«Un dato significativo è purtroppo quello della ricorrente latitanza dell’amministrazione danneggiata» che si sottrae spesso all’obbligo di denuncia, rileva il Procuratore regionale Carmela de Gennaro. Nel 2018 sono stati recuperati complessivamente 1,3 milioni di euro.
Nell’ultimo quinquennio l’attività di esecuzione delle sentenze, a fronte di condanne per complessivi 39 milioni di euro, ha consentito il recupero della somma complessiva di 22 milioni, pari a circa il 58%. Nel corso dell’anno sono aumentate anche le segnalazioni per illegittima assenza dal servizio e numerosi sono stati i procedimenti relativi alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione e quelli per danno erariale in campo sanitario causato da responsabilità medica per errori, esercizio della professione medica extramoenia senza autorizzazione, iperprescrizione di prestazioni, assenteismo dei dipendenti.
C’è poi un capitolo della relazione sul corretto reclutamento delle figure professionali. «A fronte del reiterato blocco del turn-over, – spiega de Gennaro – è stata avviata una varietà impressionante di formule alternative di nomina ed incarichi che, superando nell’immediato le gravi carenze di organico determinatesi nel corso degli anni, ha prodotto effetti tutt’altro che positivi sia sul contenimento della spesa, sia sull’aumento di efficienza dell’amministrazione pubblica che, non ultimo, sulla strategia occupazionale». Nella relazione si riportano i dati relativi ai nuovi procedimenti, 5.277 nel 2018 e 4.141 definiti, con una giacenza finale di 20.814 fascicoli, pari ad un carico medio per ogni magistrato di 3469 fascicoli. «Come negli ultimi tre anni, anche nel 2018, la procura regionale per la Puglia – mette in luce de Gennaro – si è collocata al primo posto fra tutte le procure regionali con riguardo non solo al numero dei nuovi fascicoli aperti e al carico medio per ogni magistrato, bensì anche con riferimento al numero dei fascicoli definiti e, più in generale, alla produttività complessiva, con un incremento rispetto all’anno precedente del 10%, attestandosi su livelli ben superiori a quella nazionale”.

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