Taranto, la parabola artistica del Maestro Nicola Piovani

“La musica è pericolosa come lo sono tutte le cose profondamente belle: ci cambiano, a volte ci ammaliano di bellezza, come gli innamoramenti adolescenziali”.
Con questa massima Nicola Piovani racchiude l’essenza del suo spettacolo – atteso il prossimo 11 febbraio al Teatro Orfeo di Taranto – che si intitola, per l’appunto, “La musica è pericolosa”.
Facendo eco ad una frase di Federico Fellini, riferita al potere straordinario della musica che commuove e lascia emergere le fragilità, il celebre pianista ecompositore, Premio Oscar per la colonna sonora del film “La Vita è Bella” di Roberto Benigni, vuole sottolineare come questa pericolosità nasconda in realtà la bellezza di un incontro gioioso che avvolge e sconvolge il cuore di chi si pone in ascolto.
Ragionamenti tra musica e parole. Come un fiume in piena di suoni e parole, il maestro lascia scorrere le tappe della sua vita quando ha dovuto fare i conti con il potere seduttivo della musica, attraverso la scoperta di grandi autori come De André, Fellini, Magni con cui ha collaborato in diverse occasioni. Un percorso non sempre in discesa il suo, che prenderà vita con brani teatralmente inediti e nuovi arrangiamenti delle sue più note composizioni, impreziositi da video di scena ed immagini evocative di Luzzati e Manara.
Il racconto musicale di Piovani si impregna anche di antichità abbracciando la mitologia greca con un riferimento particolare al mito di Orfeo che, suonando la sua cetra, riesce a non cadere vittima delle sirene, e prosegue con un ritorno alla modernità, richiamando il lavoro con Roberto Benigni per la sigla di ingresso della lettura della Divina Commedia.
Straordinari i musicisti che accompagnano il maestro in questo viaggio sul palco: Rossano Baldini alle tastiere e fisarmonica; Marina Cesari al sax e clarinetto; Pasquale Filastò al violoncello, chitarra e mandoloncello; Ivan Gambini alla batteria e percussioni e Marco Loddo al contrabbasso.

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