Corte dei Conti, quell’uso irregolare dei Fondi europei

“Irregolarità e frodi sul Fondo di sviluppo regionale (FESR) nella Programmazione 2007-2013. Procedure di recupero e loro esito”: è l’oggetto della relazione prodotta dalla Corte dei Conti.
Tra l’altro nel rapporto si legge che “Il 75,7% dei fondi FESR 2007-2013 erogati in modo irregolare o fraudolento non è stato ancora recuperato, nonostante il tempo trascorso dalla chiusura della Programmazione. Il dato incide prevalentemente sul bilancio nazionale. A incidere, nella maggior parte dei casi, è il numero particolarmente esiguo degli addetti all’attività di recupero”. È quanto emerge da un’indagine della Sezione di controllo degli Affari Comunitari ed Internazionali della Corte dei Conti volta a definire l’entità dei recuperi sulle irregolarità e sulle frodi del FESR 2007-2013, che ha esaminato cinque Programmi, tra questi quelli che usufruiscono di elevati finanziamenti sia per la realizzazione di opere pubbliche che per il sostegno allo sviluppo e alle attività produttive (PON Reti e mobilità, PON Ricerca e competitività, POR-FESR Veneto, POR-FESR Lazio e POR-FESR Sicilia), su un campione del 53,4% del totale.
Gli importi recuperati rappresentano, in media, una percentuale minima rispetto alla somma irregolare, pari al 24,3%. Se si considera la spesa relativa ai Programmi regionali il tasso di recupero è più basso ed è pari al 18,2%. A questo risultato concorre, in modo rilevante, il limitato recupero in alcune regioni. Una forma particolarmente utilizzata, di recupero, è quella della compensazione.
Molto diffusa, inoltre, soprattutto nell’ambito dei Programmi nazionali è la decertificazione delle spese irregolari, che è pari al 94,7%. Questa modalità è ammessa dalla Commissione e consiste nell’eliminazione dalla successiva domanda di pagamento UE degli importi ritenuti irregolari. Di conseguenza si ha una ricaduta diretta sul bilancio nazionale e/o regionale delle relative somme che devono essere recuperate a cura dello Stato membro.
Tra le irregolarità segnalate dalle Amministrazioni soggette al controllo (5 Programmi), infine, il 4,4% circa (pari a 19 casi su un totale di 428) è rappresentato da sospette frodi, casi per i quali sono pendenti procedimenti penali per i quali i relativi importi figurano tra i sospesi ai sensi dell’art. 95 del Reg. 1083/2006.
Pur trattandosi di un numero limitato di fattispecie, la loro rilevanza, sotto il profilo finanziario, è elevata ed incide per il 17%.

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