Regione Puglia, spesi 1,2 miliardi di euro di Fondi UE

Il 31 dicembre 2018 rappresenta per tutti i Programmi operativi nazionali e regionali italiani la prima data ufficiale di certificazione della spesa ai fini dell’applicazione della regola comunitaria finalizzata ad evitare il disimpegno automatico delle risorse (art. 136 del Regolamento CE 1303/2013).
In relazione al Programma Operativo POR Puglia FESR – FSE 2014/2020 il 28 Dicembre 2018 è stata certificata alla Commissione Europea una spesa pari a euro 1.292.328.687,00 (totale quota pubblica), di cui euro 1.017.518.232,00 a valere sul FESR ed euro 274.810.455,00 sul FSE, valore che supera il target previsto a dicembre 2018 per circa 200 milioni di euro.
La data ultima per poter completare i livelli di spesa previsti dal Programma è fissata al 31/12/2023.
Di seguito alcune voci dell’ articolazione della spesa certificata suddivisa per singolo Asse prioritario del Programma:

  • FESR ASSE I – Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione: euro 126.250.138
  • FESR ASSE II – Migliorare l’accesso, l’impiego e la qualità delle TIC: euro 49.648.793
  • FESR ASSE III – Competitività delle piccole e medie imprese: euro 219.795.640
  • FESR ASSE IV – Energia sostenibile e qualità della vita: euro 50.701.624
  • FESR ASSE V – Adattamento al cambiamento climatico, prevenzione e gestione dei rischi: euro 66.500.867
  • FESR ASSE VI – Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali: euro 233.634.413
  • FESR ASSE VII – Sistemi di trasporto e infrastrutture di rete: euro 68.866.578
  • FESR ASSE IX – Promuovere l’inclusione sociale, la lotta alla povertà e ogni forma di discriminazione: euro 127.334.405
  • FESR ASSE X – Investire nell’istruzione, nella formazione e nell’apprendimento permanente: euro 26.946.020.

L’importo più elevato in assoluto di spesa per il FESR riguarda gli interventi dell’Asse VI “Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali” con oltre 233 milioni di euro di pagamenti certificati concernenti prevalentemente interventi di miglioramento del servizio idrico integrato con particolare riferimento al comparto depurativo-fognario (tra cui a titolo esemplificativo i progetti a servizio degli agglomerati di Bitonto, di Bari Japigia, di Foggia e delle Marine leccesi), cui si aggiungono 57 milioni di euro relativi a progetti per la valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale.
In campo ambientale si registrano inoltre gli interventi per l’efficientamento energetico dell’Asse “Energia sostenibile e qualità della vita” e gli interventi dell’Asse V “Adattamento al cambiamento climatico, prevenzione e gestione dei rischi” destinati in particolare alla riduzione del rischio idrogeologico, che complessivamente segnano una spesa totale di oltre 117 milioni di euro.
Finanziate le iniziative promosse nell’Asse III “Competitività delle piccole e medie imprese” che ha registrato oltre 219 milioni di euro di spesa certificata. Si segnalano al riguardo gli interventi a valere sullo strumento del PIA TURISMO tra cui a titolo esemplificativo Dogana Vecchia S.r.l. a Molfetta (BA), Hotel Le Colonne a San Giovanni Rotondo, Carrisiland a Cellino San Marco. Nell’ambito dei PIA Manifatturieri numerosi sono gli interventi che hanno prodotto spesa certificata tra cui ad esempio gli investimenti della società Auriga a Bari, I NOBILI S.r.l. con sede ad Andria (BAT), Progeva S.r.l. a Laterza (TA), Soffigen S.r.l. a Triggiano (Ba).
Oltre 85 milioni di euro di spesa (per circa 900 imprese) riguardano gli investimenti per le micro, piccole e medie imprese finalizzati alla creazione di nuove unità produttive o all’ampliamento di unità produttive esistenti relativi ai settori manifatturiero, del commercio e del turismo.
In relazione agli strumenti finanziari che hanno contribuito per oltre 91 milioni di euro al risultato della certificazione di spesa, si segnala in particolare la concessione di garanzie mutualistiche a sostegno del credito bancario per le piccole e medie imprese (attraverso il coinvolgimento diretto dei CONFIDI); gli interventi di sostegno alle imprese considerate “non bancabili” (microprestito), nonché le iniziative per l’autoimpiego di persone con difficoltà di accesso al mondo del lavoro (tramite il Fondo Nuove Iniziative d’Impresa – NIDI).

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