Monte Paschi di Siena, 650 esodi volontari

I sindacati dei bancari presenti nel Gruppo Monte Paschi di Siena – salvato utlimamente grazie ai soldi pubblici, e di cui lo Stato italiano è azionista di maggioranza con il 68% – hanno siglato l’intesa che prevede il Tfr al 100%, la riattivazione del Fondo esuberi con accesso volontario e un paracadute per le riforme previdenziali, agevolazioni su mutui e prestiti, miglioramenti per formazione e welfare aziendale.
Nell’intesa, hanno spiegato le organizzazioni sindacali Fabi, First Cisl, Cgil Fisac, Uilca, Unisin si prevede una nuova tranche di 650 esodi, tutti volontari, entro aprile 2019 che si aggiungono alle 1.800 del 2017. Il Piano prevede un totale di 4.800 esuberi al 2021 per mezzo del Fondo di solidarietà di settore.
Secondo Fabi, il sindacato autonomo dei bancari, l’intesa del 31 dicembre scorso ripristina “importanti elementi retributivi” attinenti al trattamento di fine rapporto eliminando totalmente le penalizzazioni che colpivano il personale di MPS.
Viene nuovamente attivato, come da previsioni del piano di ristrutturazione che il Monte ha steso insieme al Ministero dell’Economia e con la supervisione della Commissione europea – che aveva autorizzato il salvataggio statale – in relazione agli esuberi di personale, il Fondo di solidarietà: il Fondo verrà utilizzato su base esclusivamente volontaria ed è stabilita la possibilità, per il dipendente, di ritirare la domanda in caso di modifiche nel frattempo sopravvenute sui requisiti previdenziali di accesso agli ammortizzatori sociali di settore.
Novità per quanto riguarda il mutuo casa, i prestiti personali, il welfare, la formazione. Riprendono, infine, le assunzioni per 50 lavoratori che verranno addestrati e inseriti per lo sviluppo della rete commerciale.
“Gli accordi sono complessivamente positivi e finalizzati a riconoscere a tutto il personale il merito della ripresa di Mps, anche nella consapevolezza che molto ancora resta da fare. Viene finalmente ripristinato un necessario clima di normalizzazione rispetto ai competitor nazionali. Gli incontri proseguiranno già dai prossimi giorni per la definizione e il rafforzamento di ulteriori capitoli della contrattazione di secondo livello” dichiara il coordinatore Fabi Gruppo Mps, Cosimo Torraco.
“La nuova tranche di esodi – sottolinea in una nota Antonio Valentini, della segreteria nazionale di First Cisl – avviene con il contestuale recupero della base di calcolo del tfr e del contributo aziendale alla previdenza complementare, prima congelati come ennesimo sacrificio offerto dai lavoratori al risanamento della banca. Vogliamo sperare che si tratti di una svolta”.

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