Matera tra ritardi ferroviari e mancanza di parcheggi

La città di Matera, capitale europea della cultura dal 1° gennaio 2019, avrà una bella stazione delle Ferrovie Appulo Lucane a cui per fare cassa si è consentito di vendere la tratta Matera-Montescaglioso rinunciando ad utilizzare il treno storico che si è utilizzato solo per gli ospiti del G7 sino al Parco della Murgia con l’importante Abbazia Benedettina.
I treni da e per Bari hanno dei ritardi che oscillano da 10 a 90 minuti facendo allarmare le famiglie degli studenti che si preoccupano anche delle prostitute che prendono il treno dopo la stretta ottenuta ultimamente sequestrando i Taxi.
Eppure anche il Patto per la Basilicata firmato da Pittella e Renzi prometteva il potenziamento ferroviario della Bari-Matera di cui si parla da cinquant’anni ma ormai improcrastinabile dal 19 Gennaio 2019 che vedrà l’inaugurazione di Matera 2019.
Invece di fare passi in avanti ne hanno fatti indietro consentendo di costruire quasi in aderenza dei palazzi bloccando qualsiasi possibilità di raddoppio.
A Pavia vogliono fare la fermata del treno vicino al Policlinico San Matteo per togliere auto dalla strada, mentre a Matera hanno chiuso la stazione più vicina all’Ospedale invece di avvicinarvisi!
Abbiamo delle strade per le auto, diciamo così, pericolose ma non vi sono segnaletiche per ospedali nel tratto Bari-Matera.
Nel passato lo Stato italiano ha elargito il suolo alla concessionaria dei bus SITA, poi è stata consentita l’edificabilità ed i bus parcheggiano anche sulla strada provinciale, anche perché i parcheggi scoppiano e magari chi l’ha deciso è andato fuori in vacanza per non incontrare gli infuriati residenti senza parcheggio per la diretta televisiva RAI.
La ZTL (zona a traffico limitato) ed i parcheggi per i residenti andrebbero rivisti, non si dovrebbero fittare i letti senza fittare il posto per parcheggiare.
I Rioni Sassi sono a rischio d’implosione, prima se ne parlava apertamente ma oggi si sono tutti zittiti per non spaventare i turisti.
Comunque si continua a svuotare gli spazi sotterranei che nel passato furono riempiti con argilla finemente setacciata o in palline, con l’umidità aderivano alle pareti diventando un aiuto strutturale ma anche un termoregolatore per l’umidità tufacea che crea un disagio enorme.
Si continua a svuotarli per venderne i volumi, nonostante il crollo ed i morti di vico Piave, e l’assordante silenzio sulla mancanza di vigilanza.

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