Giornalisti, ulteriore bando sbagliato della Regione Puglia

«Ci risiamo. Ora è l’Assessorato alle Risorse agricole della Regione Puglia a ‘dimenticare’ il requisito dell’iscrizione all’Ordine dei giornalisti per la selezione di tre esperti di attività di informazione e comunicazione del Psr (piano sviluppo rurale). Ci auguriamo venga revocato e corretto quanto prima».
Così l’Ordine dei giornalisti e l’Associazione della Stampa di Puglia che, in una nota, giudicano «inaccettabile l’avviso pubblico per il conferimento di 30 contratti di incarichi di lavoro autonomo per l’espletamento di attività di supporto all’attuazione del Psr Puglia 2014/2020, previsto dall’atto dirigenziale 263 del 28 novembre scorso». Tra le attività richieste, appunto, quelle connesse all’attività di informazione e comunicazione del Piano sviluppo rurale ad opera di 3 addetti, da reclutare per un periodo di 36 mesi.
«È singolare – incalzano i rappresentanti dei giornalisti pugliesi – che, per l’ennesima volta, quando si tratta di indire un avviso pubblico, alla Regione Puglia si cerchino esperti che devono gestire i rapporti con la stampa, ideare testi, creare contenuti giornalistici e gestire i social media senza che venga prevista l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti. Requisito, questo, escluso anche dagli elementi di valutazione per avvalorare la professionalità dei candidati, ai quali viene richiesto il possesso del diploma di laurea. Si tratterà certamente di sviste, ma a quanto ci risulta già operano in tale incarico a supporto dell’Assessorato per le attività connesse al Psr, sulla base di precedenti determine, addetti che non risultano iscritti all’Albo professionale, per i quali, evidentemente, si vuole aprire una corsia di rinnovo contrattuale in prossimità della scadenza o di possibile, futura stabilizzazione».
Eppure, proseguono i presidenti dell’Ordine dei giornalisti e Assostampa Puglia, «nell’ormai lontano luglio 2015, all’indomani della sua elezione, il presidente della Regione ci aveva sollecitati a concertare un modello di organizzazione della comunicazione in tutti i dipartimenti, settori, enti e agenzie controllate della Regione, in modo da rafforzare le attività giornalistiche già svolte dalla redazione in capo alla Presidenza e alla Giunta e creare, così, un virtuoso percorso di accesso per i tanti giornalisti già operanti a supporto dell’amministrazione o esterni, ma reclutati alla bisogna con procedure discutibili dall’assessore o dal dirigente di turno. Da allora la disponibilità assicurata dai rappresentanti di categoria è caduta nel vuoto, nel mentre fioccano dai Dipartimenti o dalle Agenzie bandi e procedure selettive a dir poco discutibili».
Ordine e Assostampa concludono quindi augurando che «non si tratti, in questo caso, dell’ennesimo tentativo di bypassare le norme che governano la nostra professione, perché sarebbe singolare che sia proprio la Regione ad avvalorare l’abusivismo professionale, richiedendo titoli e abilitazioni per tutte le professioni richieste tranne che per quella giornalistica. Ci auguriamo, altresì, che l’Assessore alle Risorse agricole, Di Gioia, e l’Autorità di Gestione del Psr, Nardone, revochino e correggano subito la determina, evitando di reiterare errori da parte della Regione dell’antico e del più recente passato».

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