Dipendenza da smartphone: cambia il cervello

Esiste un termine, coniato recentemente, che identifica una nuova patologia legata alla dipendenza delle persone, di qualsiasi età e razza, all’utilizzo dello smartphone. Questa parola è NO.MO.PHO.BIA, acronimo di No Mobile Phone Phobia, descrive la paura di non riuscire a essere in grado di utilizzare un dispositivo cellulare e quindi, in un certo senso, di rimanere esclusi da una comunità di utenti incredibilmente vasta.
Gli esperti che studiano il fenomeno rilevano il crescente numero di persone che si sono rivelate totalmente dipendenti dall’utilizzo del proprio smartphone e che quindi hanno sviluppato una vera e propria patologia in grado di creare un impatto fortemente negativo sulla vita sociale.
Le conseguenze della dipendenza, oltre a influire sulla vita quotidiana, si esprimono attraverso situazioni più disparate, che vanno dall’ansia di non riuscire ad accendere il proprio smartphone al possederne almeno due in caso uno vada in tilt.
A essere dipendenti dal piccolo schermo dei dispositivi cellulari non sono solo gli adulti, ma anche i bambini, cui sempre più spesso viene concesso l’utilizzo e addirittura la proprietà di uno smartphone.
Secondo gli studi effettuati presso la State University di New York a Oswego, i bambini al di sotto dei 9 anni trascorrono più di due ore al giorno con uno smartphone. L’utilizzo in età precoce, precisa lo studio, porta inevitabilmente a sviluppare comportamenti che tendono a fare evitare i contatti diretti con le persone, oltre a situazioni di ansia e depressione.
L’abuso dei dispositivi influisce altresì sulla vita scolastica e lavorativa, costituendo un elemento fortemente distraente, ed è la principale causa di una guida automobilistica distratta che ogni giorno provoca la morte di nove persone e il ferimento di più di mille.
Il Pew Research Center già nel 2010 aveva condotto uno studio su utenti di smartphone statunitensi, che rivelò che quasi la metà dei soggetti era solito scrivere, inviare e leggere gli sms durante la guida, un comportamento definito epidemico a causa della sua diffusione.
A fare le spese di un abuso del cellulare non sono solo coloro che si trovano alla guida ma anche gli stessi pedoni che, distratti dal dispositivo, assumono comportamenti gravemente rischiosi durante una semplice passeggiata; uno studio del 2013 ha rivelato che il numero dei pedoni che hanno avuto lesioni provocate dalla distrazione del cellulare, è decuplicato.
Alla luce di tutti questi dati è quindi lecito affermare che la dipendenza da smartphone cambi letteralmente la funzionalità cerebrale, abbassando la soglia di attenzione, modificando la vita sociale, lavorativa e scolastica e sviluppando nuove tipologie di ansia e depressione.

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