Bari e Matera, a rischio 10 milioni di euro per la tecnologia 5G

Il Ministero per lo Sviluppo Economico, guidato da Luigi Di Maio, ha dirottato 95 milioni di euro dalla sperimentazione del 5G, la nuova frontiera della tecnologia mobile, allo sviluppo di altri settori denominati “emergenti”.
Una rimodulazione che rischia di far pagare un prezzo estremamente salato a quelle città già impegnate nel comparto tecnologico di quinta generazione. Rischiano in particolare Bari, Matera, Milano, Prato e L’Aquila con dieci milioni cadauno di investimenti pubblici che verrebbero prosciugati dalla nuova strategia del Governo pentaleghista che ha giudicato le sperimentazioni pre-commerciali del 5G «in fase ormai avanzata».
Fuori il 5G e dentro la diffusione, si apprende da una nota del Ministero, dei servizi in Wi-Fi sul territorio nazionale, l’incentivo alla ricerca su Blockchain, Intelligenza artificiale e Internet delle cose nonchè quanto possa favorire il perseguimento degli obiettivi posti dal Piano Strategico per la Banda Ultra Larga (Bul).
«Parliamo di un taglio gravissimo – denuncia il deputato pugliese del Partito democratico, Francesco Boccia – perché l’esecutivo ha ridefinito la destinazione di fondi già stanziati, intaccando processi ormai in corso”.
“Si tratta di risorse preziose – prosegue Boccia – per potenziare alcune sperimentazioni pubbliche che coinvolgono enti locali, università, camere di commercio, piazze e luoghi pubblici. Sul tavolo rimangono solo gli investimenti dei privati e non mi pare siano previste misure compensative per rimediare a quanto successo».
Sul tema il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, afferma: «Togliere gli ulteriori finanziamenti al 5G significa togliere il futuro al nostro territorio, significa interrompere il lavoro di sinergia finora sviluppato tra grandi multinazionali, piccole medie imprese del territorio, istituzioni, politecnico e università. E dire che, in occasione della Fiera del Levante, avevamo illustrato i progetti al ministro Di Maio. Faremo certamente opposizione».
«Mi piacerebbe sapere – conclude l’on. Boccia – cosa pensano della faccenda i deputati leghisti e pentastellati eletti a Bari. Da loro, per il bene del territorio, dovrebbe partire la contestazione a tagli sugli investimenti privi di ogni motivazione».

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