TAP Salento, il cantiere resta sotto sequestro giudiziario

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine, ha firmato l’ordinanza in cui rigetta la richiesta di dissequestro avanzata dalla multinazionale che sta costruendo il gasdotto TAP. Il cantiere in località «Le Paesane» è stato sottoposto a sequestro probatorio il 27 aprile 2018.
Un’area di quattro ettari, denminata «Cluster 5», un pezzo del più ampio tracciato del Trans Adriatic Pipeline (Tap) che, una volta approdato lungo la costa nord di San Foca, si estenderà per circa otto chilometri all’interno del territorio di Melendugno. Dunque con la conferma del blocco i lavori di quel tratto non possono continuare.
Nel «cluster 5» TAP aveva espiantato 477 ulivi per poter procedere alla posa di un tratto di condotta: subito dopo arrivarono i sigilli disposti dal Procuratore capo Leonardo Leone De Castris e dal sostituto Valeria Farina Valaori per presunte violazioni alle prescrizioni previste nel decreto di Valutazione di impatto ambientale.
Nel frattempo il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, annuncia che entro giovedì porssimo arriverà la decisione del Governo sulla questione TAP.
«Sto preparando un dossier per il Premier Conte» afferma il Ministro riferendosi alle integrazioni presentate alcuni giorni fa dal sindaco di Melendugno.
Tuttavia ci ha tenuto a precisare, senza fatti nuovi e clamorose illegittimità, la procedura andrà avanti.
Intanto l’Albania guarda con molto interesse alle decisioni del Governo Salvini-Di Maio in tema di Gasdotto Trans-Adriatico. Il territorio ospiterà 215 dei complessivi 773 chilometri di tubo (da 1,2 metri di diametro nella parte emersa e da 0,91 metri nella parte sottomarina).
Sono a buon punto stante che due giorni fa sono iniziati i lavori della condotta sommersa che fornirà all’Europa – via Italia, Albania e Grecia – il metano proveniente dai giacimenti azeri.

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