Giornata della cultura ebraica a Taranto e Matera

Si è svolta a Taranto “La Giornata della Cultura Ebraica in Europa”. Per il terzo anno con diverse manifestazioni nelle città della provincia tarantina. In particolare a Manduria, dove si sono realizzati studi e dibattiti al liceo Classico e visite guidate alla locale giudecca.
L’evento culmine si è tenuto il 14 ottobre scorso al Museo archeologico della Città Jonica (Marta). Qui con la collaborazione dell’Associazione Italia Israele “Alexander Wiesel” guidata dal Professor Guido La Regina con la vicepresidente tarantina Dott.ssa Eugenia Graubardt hanno tenuto una conferenza sul tema ”Storie nascoste di un epitaffio ebraico” su cui ha relazionato la dott.ssa Maria Pia Scaltrito d’intesa con il direttore del Marta, Eva Degl’Innocenti.
Il Dr. Giovanni Di Lena con la Prof.ssa Carmen Acquaro ha percorso e tradotto le epigrafi Ebraiche.
È stato presentato da Anna Maria La Neve il ‘Giardino dei Giusti’ un significativo percorso didattico progettuale che, oltre all’istituzione del Giardino a Taranto e Ginosa, prevede anche un ulteriore evento al Marta. Eventi meritori che si spera possano avere un seguito e valorizzare il Marta di cui il Ministro competente non conosceva neppure l’esistenza, ma che domenica ha avuto un superlavoro con i pochi dipendenti che si sono fatti letteralmente in quattro per poter ricevere e gestire in sicurezza la gran mole dei visitatori.
La pluripremiata scrittrice Dova Cahan ha presentato il 13 Ottobre il suo libro “Un Askenazita tra Romania ed Eritrea” GDS Edizioni alla libreria Di Giulio a Matera in via Dante 61 dalla Professoressa Maristella Trombetta con la nutrita presenza della comunità degli Italiani Asmarini.
Il 15 ottobre è stato presentato dalla Professoressa Carmen Acquaro alla Biblioteca Comunale di Taranto.
Nel libro “Un Askenazita tra Romania ed Eritrea “viene rappresentato un particolare tipo di diaspora moderna, dove il padre dell’autrice Herscu Saim Cahan, un attivista sionista di origine della Moldavia che decide di lasciare la natia Romania costretta a vivere sotto quel clima razzista della seconda guerra mondiale, conservando sempre la propria religione, cultura e tradizioni che furono anche la causa di numerosi attacchi ed infinite persecuzioni e, l’abbandono definitivo della Romania dovuto all’ascesa al potere del partito comunista, con l’esodo e la diaspora che continuano con l’esilio imposto dagli inglesi nella Palestina Mandataria Britannica nel febbraio del 1948, ed in seguito nuovamente costretti a rifugiarsi nella lontana Eritrea, ex colonia italiana nell’Africa Orientale, accettò l’invito a stabilirsi all’Asmara per lavorare nel settore della carne in scatola impiantato in quel paese dagli Italiani, con le sue due figlie che s’iscrissero alla Scuola Italiana diventando parte integrante di quella comunità fino al 1974 quando iniziò la guerra e la diaspora degli Italiani costretti al rientro in Italia e le figlie ch’emigrarono in Israele, mentre il padre rimane in Africa dove muore d’infarto quello stesso anno.
La diaspora rappresenta quel percorso storico di dispersione e continuo esilio che risale alla conquista di Gerusalemme da parte dei babilonesi nel 587 a.C. ed alla conseguente deportazione della popolazione ebraica a Babilonia ed il secondo quando i romani decisero di reprimere, con la distruzione totale della città di Gerusalemme ed il divieto degli ebrei di risiedervi per le continue ribellioni del popolo d’Israele nei confronti delle autorità dell’impero romano, causandone l’emigrazione forzata in altre terre per quasi duemila anni.
Un tema quanto mai attuale ed alla radice della moderna emigrazione dall’Africa.

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